La notizia della vendita del sito siderurgico ternano è una conferma ma non mancano le reazioni: «Il governo intervenga con decisione – spiega il senatore Pd Gianluca Rossi – . Ritengo necessario un salto di qualità nel confronto con la multinazionale tedesca, pur sapendo che la prospettiva della vendita è stata più volte messa all’odg negli anni passati, ma Governo nazionale e Commissione Europea, si facciano interpreti di una richiesta esplicita alla multinazionale tedesca inerente le strategie a medio e lungo termine e il futuro delle produzioni di acciai inossidabile in Italia. Tutto ciò anche in ragione delle ripercussioni produttive e occupazionali sul sito di Terni».
Fi «La dirigenza di Tk non fa altro che confermare quello che il sottoscritto e Forza Italia vanno dicendo da un anno sul disimpegno della multinazionale rispetto al futuro dello stabilimento di Terni». Così il capogruppo di Fi in consiglio regionale, Raffaele Nevi, secondo il quale «rispetto a quanto sta succedendo ora, quella della vendita di Ast potrebbe anche essere una buona notizia, ma il Governo deve prendere in mano quanto prima la situazione». Come già ha fatto la Regione attraverso la presidente e il suo vice, anche il partito di centrodestra invoca dunque un incontro urgente al Ministero dello sviluppo economico.
Mdp «Se fosse confermata la notizia della vendita, ci troveremmo di fronte non a una strategia aziendale motivata da esigenze di mercato, ma a una provocazione alimentata dalla peggiore speculazione e totalmente scollegata da dinamiche di produzione e di bilancio, dato che quello di Ast di Terni è in attivo». Lo afferma il consigliere regionale Attilio Solinas di Mdp. È mia intenzione – aggiunge – inoltrare una nota alla presidente del Consiglio regionale affinché il tema venga discusso prioritariamente nella prossima seduta del consiglio di martedì prossimo».
Fdi Commenti alla notizia arrivano anche da Palazzo Spada, a intervenire è il capogruppo di Fdi Marco Cecconi: «Mentre in Comune sono tutti impegnati a cercare un’aspirina per i legali dell’ente e in Regione non si vergognano ad ammettere di non contare niente né suoi tavoli di quel governo nazionale che avrebbe dovuto monitorare costantemente la questione delle nostre acciaierie né nell’interlocuzione con la proprietà, i tedeschi confermano adesso in termini inequivocabili l’intenzione di sbarazzarsi dell’Ast. Adesso ciascuno faccia i propri passi e li faccia in fretta e, se esiste un’Europa capace di decidere, sappia che un passaggio di mano delle acciaierie di viale Brin condotto con fermezza e regole oneste – è l’ultima occasione per convincere l’Italia e i ternani di esistere per un disegno comune».
