Currently set to Index
Currently set to Follow
sabato 12 giugno - Aggiornato alle 21:57

Terni, tre scenari per il rimpasto di giunta: Latini riflette, sabato nuovo incontro

Le ipotesi sul tavolo: ridistruzione delle deleghe, nome tecnico, nuovi incarichi sia per Lega che per Fdi. Terni civica in pressing

di Massimo Colonna

Saltata la riunione di maggioranza in programma mercoledì 2 giugno, il prossimo appuntamento segnato sull’agenda del sindaco alla voce ‘Sostituire Bordoni’, è per sabato. È quello il giorno in cui le forze di maggioranza si siederanno al tavolo per trovare la quadra sulla vicenda della sostituzione di Leonardo Bordoni, l’assessore all’Urbanistica, viabilità ed edilizia privata, che ha presentato le proprie dimissioni il 24 maggio scorso. A distanza di dieci giorni il primo cittadino non ha ancora sciolto le riserve su come voler proseguire il lavoro dell’esecutivo.

Tre scenari Ufficialmente Latini ha ripreso a sé le deleghe di Bordoni, come vuole il protocollo. Ora però lo aspetta una scelta non certo delle più facili. Soprattutto perché gli schieramenti in gioco sono diversi e l’impressione è che più passi il tempo, più la situazione diventi complicata. Il fatto che al momento siano tre gli scenari ancora possibili, è indice di una situazione ancora in divenire.

Ridistribuire le deleghe L’indicazione che Latini ha sostenuto sin dal primo momento è quella di ridistribuire le deleghe di Bordoni. Quindi nessun nome nuovo, e il messaggio alla comunità (e anche alla politica) di puntare sul taglio della spesa pubblica come motivo alla base della sua scelta. Ipotesi che al momento resta in piedi e che potrebbe vedere il sindaco aumentare il carico di compiti agli assessori già in carica, sostanzialmente per vicinanza tematica. Per esempio, l’edilizia privata potrebbe finire alla Salvati, attuale titolare dei Lavori pubblici, mentre la Viabilità potrebbe andare a Fatale, ora con la delega al Commercio, così come la Viabilità alla Scarcia (ora responsabile della Polizia municipale).

Ipotesi tecnica Il secondo scenario è l’affidamento a un tecnico. I nomi usciti in questo senso sono quelli di Simone Monotti, presidente dell’ordine degli Ingegneri di Terni, Alessandro Passetti, tecnico della Provincia, o Leonardo Fausti, del comitato di indirizzo della Fondazione Carit. La soluzione del tecnico però non piace ai partiti: idea questa più volte espressa nel corso delle ultime riunioni di maggioranza.

Assessorato a Lega e Fdi A spingere per un rimpasto più sostanziale sono Lega e Fratelli d’Italia. La Lega mette sul tavolo il fatto che l’assessore uscente era della Lega e che quindi deve essere rimpiazzato da un esponente dello stesso partito; Fratelli d’Italia invece è spinta dal vento nazionale, visto il partito della Meloni in ascesa nelle percentuali. La Lega punta su Federico Cini o Devid Maggiora, mentre Fdi vorrebbe l’incarico di vicesindaco, attualmente ad Andrea Giuli, per Orlando Masselli, responsabile del Bilancio e delle Partecipate. In corsa anche il consigliere Maurizio Cecconelli, capogruppo a Palazzo Spada. Inoltre, Paolo Cicchini, consigliere della Lega, punta alla delega della Cultura e anche Terni Civica rivendica un posto in giunta. Difficile pensare che il sindaco possa decidere per l’una o per l’altra soluzione. Più probabile che, se passa la linea dell’incarico politico, in giunta ci sarà più di un cambio: uno a favore delle Lega e uno a favore di Fratelli d’Italia.

Terni Civica In pressing sul sindaco dunque anche Terni Civica, i cui rappresentanti locali, il capogruppo Michele Rossi e il coordinatore Giovanni Ceccotti, nel corso dell’ultima riunione regionale con i civici, hanno illustrato la situazione di Terni e «la necessità di valorizzare a Terni la rappresentanza civica nella maggioranza al fine di poter esprimere la sensibilità ed i valori che i civici hanno apportato sia nella fase elettorale che in questi primi anni di mandato. Riteniamo che in un contesto di riorganizzazione della giunta sia necessaria la presenza di Terni Civica. Non e’ accettabile che liste civiche con propri gruppi in consiglio e con capacità progettuali riconosciuti non vengano poi coinvolti nel governo della città».

I commenti sono chiusi.