Di atti di indirizzo, in consiglio comunale, se ne presentano parecchi – qualcuno dice pure troppi – ma quello messo a punto da tre consiglieri del Pd rischia di avere un effetto dirompente.
La scuola I tre consiglieri del partito di maggioranza (Renato Bartolini, Valdimiro Orsini e Sandro Piccinini) hanno riaperto infatti, e con decisione, la questione relativa alla riorganizzazione scolastica: chiedendo la verità e la testa dell’assessore Carla Riccardi.
La delibera La giunta comunale, ricordano i tre consiglieri del Pd, «ha approvato la proposta di piano di dimensionamento territoriale della rete scolastica e dell’offerta formativa che prevede la costituzione di due istituti comprensivi in luogo dei tre attualmente funzionanti, ma il Comune di Terni aveva convocato un tavolo di concertazione il quale nella sua maggioranza ha espresso parere negativo al piano: è cosa grave che, nonostante il parere di tale tavolo non sia stato tenuto in considerazione, nella delibera si parli di processo fortemente partecipato e concordato con gli stakeholders: il tavolo non era d’accordo». Ma non solo.
Le criticità Secondo Bartolini, Orsini e Piccinini «non è stato acquisito il parere del Comune di Stroncone, che è stato coinvolto dal dimensionamento; i pareri degli organi collegiali di 2 scuole su 3 sono negativi»; ma soprattutto «il piano di dimensionamento proposto dall’assessore, discusso al tavolo e poi fatto deliberare dalle scuole, è diverso dall’assetto che è stato poi deliberato in giunta». I tre consiglieri dicono anche che «non si ravvede l’opportunità e tantomeno la necessità di procedere ad una riduzione del numero delle istituzioni scolastiche con conseguente sovradimensionamento, prima che vengano definiti dalla Conferenza Stato Regioni nuovi parametri, avendo inoltre un intero triennio per arrivare a scelte consapevoli, condivise e rispondenti ai bisogni di una scuola di qualità per la città, nel rispetto di un ampio ed efficace sistema di concertazione».
L’affondo Poi il mirino si sposta decisamente sull’assessore Carla Riccardi che, ricordano «ricopre attualmente anche il posto lavorativo in qualità di dirigente scolastico di un istituto ricadente all’interno del Comune di Terni e che è stato interessato dalla riforma proposta dalla giunta; questo doppio ruolo dell’assessore che continua a svolgere il proprio lavoro configura un evidente conflitto di interessi poiché dovrebbe garantire, nella sua figura di rappresentante del governo cittadino un ruolo al di sopra di quelli che posso essere le esigenze o gli interessi di un singolo istituto scolastico o di qualsivoglia altro soggetto; cosa difficile da perseguire visto che continua a ricoprire il suo posto di lavoro che in qualità di dirigente scolastico di un istituto del nostro Comune la vede necessariamente nella posizione di dover tutelare e perseguire quelle che sono le esigenze e le peculiarità dell’istituto che rappresenta. Questo doppio ruolo dell’assessore pone un problema di trasparenza, legittimità e credibilità nelle decisione che deve assumere l’amministrazione comunale in un settore delicato come quello della scuola».
Le richieste Bartolini, Orsini e Piccinini, insomma, chiedono che la delibera venga ritirata e che si apra «un confronto vero e che tenga conto realmente delle decisioni che vengano proposte anche tramite un confronto aperto con tutti i nostri cittadini sul sito del Comune di Terni per avere un contributo, come sta facendo il governo nazionale sul tema proprio della scuola, da tutta la nostra comunità», ma soprattutto che si obblighi «l’assessore Riccardi di mettersi in aspettativa non retribuita dal suo attuale posto di lavoro come dirigente scolastico, come previsto dall’ articolo 81 del Tuel oppure di rimettere al sindaco le deleghe al diritto allo studio e scuola e servizi educativi».
