di C.P.
Sogna una ‘sicurezza partecipata’, il candidato sindaco del centrosinistra José Maria Kenny che lunedì mattina a Palazzo Spada ha illustrato il proprio piano in materia: Decoro urbano, integrazione ed inclusione le parole d’ordine del suo progetto. Sono dieci i punti che il prof argentino vuole mettere in atto durante i primi 100 giorni della gestione della città in caso di una sua eventuale elezione. Il suo piano prevede la costituzione di uno specifico Ufficio comunale per la sicurezza, il contrasto del degrado urbano, educatori di strada per contrastare il disagio giovanile. E ancora, riqualificazione dei parchi pubblici e anche nuova campagna di comunicazione social del Comune per contrastare l’odio sociale. Presidio costante della polizia locale nel centro cittadino e nei vari quartieri e una videosorveglianza più capillare altre azioni annunciate.
Terni Scivola giù di alcune posizioni nella classifica del Sole24Ore del 2022 in tema sicurezza e vivibilità. Se la città dell’Acciaio nel 2021 figurava tra le trenta città più sicure d’Italia, nel 2022 scende di alcuni posti. «Un fallimento per la giunta Latini-Masselli, che cinque anni fa faceva della sicurezza un tema di prim’ordine» commenta l’aspirante sindaco Kenny. Quello proposto è un progetto trasversale che include l’ordine pubblico, quello sociale, ambientale ed economico. Per lui le amministrazioni comunali dovrebbero concentrarsi «sullo sviluppo di politiche tese al miglioramento della sicurezza urbana, programmando e intervenendo con un progetto strutturato, da aggiornare periodicamente».
Dieci punti Il primo tra quelli proposti nel ‘Progetto di sicurezza Urbana’ di Kenny prevede la creazione di un Ufficio comunale per la sicurezza. La struttura – ispirata al ‘CompStat’ statunitense, un modello di analisi della criminalità – dovrebbe avere un ruolo di consulenza attiva con l’Ente comunale. Inoltre, questo tipo di coordinazione permetterebbe di indirizzare in maniera mirata le azioni delle forze dell’ordine. A tal proposito, un altro dei punti prevede il presidio costante della polizia locale tanto al centro, quanto negli altri quartieri. Il progetto del professore prevede anche un piano di contrasto al degrado urbano, con una squadra d’emergenza di pronto intervento. L’obiettivo di questo nucleo dovrebbe essere l’attuazione di una politica di rigenerazione urbana e di restituire alla cittadinanza ogni spazio. E poi, più videosorveglianza nelle zone artigianali.
«Cura dei beni comuni» Il candidato Kenny prosegue ricordando l’importanza di riqualificare gli spazi pubblici e i parchi cittadini. «Questi beni comuni andrebbero fruiti in maniera consapevole da tutti e da tutte», spiega. Tra i punti c’è anche l’urgenza di un progetto che affronti il deterioramento del tessuto sociale, dovuto alla sofferenza di settori un tempo centrali per l’economia cittadina. In programma c’è anche una campagna di comunicazione social del Comune per contrastare l’odio sociale. Servirebbero poi degli educatori di strada per arginare il disagio giovanile. Questo sarà possibile attraverso il coinvolgimento di realtà territoriali di volontariato, cooperative sociali, società sportive e associazioni culturali. Il professore argentino vorrebbe anche la declassificazione del carcere di massima sicurezza a Sabbione.
Il patto A chiudere la lista di dieci punti, la promessa di implementare le risorse del patto ‘Terni sicura’, stipulato nel 2016 tra Regione, Comune e Prefettura per coordinare il presidio del territorio con il comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. «Di pari passo – conclude – andrebbero attivate le risorse europee affidando i progetti all’Ufficio per la Sicurezza, sfruttando così una preziosa opportunità».
