di M.R.
Bocciato l’inserimento all’ordine del giorno della delibera per l’istituzione di una commissione d’indagine sull’emergenza sanitaria e ambientale della conca ternana. Il M5S ha richiesto a tutte le forze politiche di firmare il documento e di chiederne l’inserimento come primo punto all’ordine del giorno ma di 24 votanti, solo 7 hanno espresso parere favorevole e la richiesta è stata respinta, lasciando ai pentastellati l’amaro in bocca e l’indignazione per la comunicazione istituzionale di qualche giorno fa apparsa sul sito del Comune.
Nota «Il Comune di Terni – si legge in quella nota – per le sue competenze e prerogative, continuerà ad assumere tutte le misure necessarie nell’ambito della difesa dell’ambiente e della prevenzione della salute dei cittadini. Cosa ben diversa è l’attività messa in campo da tempo da alcuni mezzi di comunicazione nazionali che, peraltro a ridosso di un appuntamento elettorale, dipingono il territorio di Terni fuori controllo dal punto di vista ambientale con ripercussioni pesanti sulla salute. Affermazioni – precisa l’amministrazione comunale – che non trovano riscontro sui dati finora acquisiti, contenuti ed elaborati dallo Studio epidemiologico nazionale territori e insediamenti esposti a rischio di inquinamento (Sentieri) e dagli atti della seconda conferenza provinciale ambiente e salute. Ora, di fronte al perdurare di questo modo di operare, l’Amministrazione Comunale è intenzionata a vagliare in maniera attenta i contenuti della trasmissione in oggetto anche al fine di intraprendere eventuali azioni legali, al fine di tutelare l’immagine del territorio e l’operato del Comune ».
De Luca La risposta a 5 stelle è durissima: «Il sindaco e il suo partito minacciano di querela i medici, accusandoli di parlare senza il sostegno dei dati, ma contemporaneamente si rifiutano di ascoltarli. L’unico studio scientifico sull’incidenza epidemiologica a Terni – scrive il consigliere De Luca – è lo studio sentieri ma il sindaco dopo essere stato costretto ad ammettere la non-validazione scientifica degli studi svolti dalla Provincia, continua con arroganza ad attaccare le istituzioni sanitarie nazionali». Ma vediamo cosa è successo in consiglio per avere un quadro più chiaro della situazione.
Consiglio comunale Lunedì pomeriggio era in programma il consiglio comunale, con più di un tema caldo ‘in lista’. In primis le comunicazioni, del sindaco, sul piano sicurezza chiesto con atto unitario all’indomani dell’omicidio Raggi e, dell’assessore Piacenti D’Ubaldi, sul riaccertamento straordinario dei residui attivi. Tali ‘comunicazioni’, che da regolamento interno non prevedono discussione, comparivano però nell’ordine del giorno e il pressing dell’assemblea sul vicepresidente del consiglio Pennoni ha costretto lo stesso ad aprire il dibattito. Nel frattempo, i 5 stelle hanno stigmatizzato l’assenza del presidente Mascio, «latitante dall’ufficialtà della sua candidatura alle regionali». Lo stesso non si sarebbe autosospeso dall’incarico istituzionale di palazzo Spada, ma di volta in volta comunicherebbe la sua assenza; l’ultima, quella di lunedì pomeriggio appunto, ‘per motivi personali’. Ma c’è dell’altro.
M5s Ad infiammare leggermente i toni, prima ancora che avesse inizio la seduta, la richiesta dei 5 stelle di inserire come primo punto allo stesso ordine del giorno la discussione su una delibera sottoscritta anche da Melasecche, Cecconi e Crescimbeni, col quale si voleva impegnare la giunta ad istituire una commissione d’indagine sulla situazione ambientale e sanitaria della Conca ternana, considerata ingente la mole di dati, studi e analisi svolti dall’Arpa Umbria, dalle istituzioni scientifiche sanitarie e ambientali e dello studio epidemiologico Sentieri elaborato dall’istituto superiore di sanità.
Commissione L’intenzione dei 5 stelle e di chi ha appoggiato la loro richiesta era insomma quella di attivare un percorso di audizioni degli esperti del settore, locali e nazionali, al fine di consegnare un quadro completo della situazione ambientale della città, madre di numerose e risapute criticità in tal senso. Nell’idea del Movimento, tale commissione d’indagine sarebbe dovuta essere composta dai capi di ogni gruppo politico presente in consiglio, dai presidenti delle commissioni permanenti e dall’ufficio di presidenza del consiglio senza prevedere l’erogazione di alcun gettone di presenza. La delibera è rimasta carta straccia perché non ha trovato la maggioranza dei voti.
Cavicchioli Prima di liquidare definitivamente la discussione si è espresso il capogruppo di maggioranza, il consigliere Cavicchioli: «Siamo assolutamente convinti – ha esordito – che quello ambientale e sanitario sia uno dei temi principali e di maggiore rilevanza per la città ma le cose vanno fatte con metodo e quindi riteniamo necessario, doveroso, importante e imprescindibile che la giunta vada in commissione (la terza è quella competente in materia ) e risponda delle azioni poste in essere fino a questo momento, facendo anche chiarezza sui dati. Detto ciò, – ha aggiunto – non si esclude a prescindere l’istituzione di strumenti diversi».
