A spiegare il piano di riequilibrio finanziario, accennando alle ragioni che hanno condotto l’ente ad adottare tale soluzione, l’assessore al bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi, facendo riferimento alle passate amministrazioni deve aver toccato corde sensibili. L’opposizione si è risentita: «Nessuno tocchi Ciaurro». A intervenire sull’argomento sono stati i capigruppo di Fd’I Marco Cecconi e di I love Terni Enrico Melasecche, ma anche Sergio Bruschini della Federazione provinciale di Forza Italia.

Cecconi «Il 2016 consegna agli annali una delle pagine peggiori della storia di Terni – attacca Cecconi -, segnatamente, della capacità politica e amministrativa di governare questa città. Mistificazione sulle cause del predissesto, mistificazione nel tentativo di fare a scaricabarile. Mistificazione nei rimedi messi in campo per tappare i buchi. Il punto vero, invece, è che le colpe che hanno portato ad una voragine di 14milioni e mezzo di euro –  il totale dei debiti da ripianare con il famoso “Piano di riequilibrio” – sono tutte scritte nelle censure che la Corte dei Conti e i Revisori hanno messo nero su bianco, completamente inascoltati, anno dopo anno, bilancio dopo bilancio, almeno dal 2013. Adesso che siamo al redde rationem si propongono rimedi che, se non sono peggiori del male, riescono a sommare una tale quantità di profili di dubbia legittimità».

Melasecche «Tirano in ballo la giunta Ciaurro per i debiti odierni, a loro e solo a loro imputabili – tuona Melasecche – e di cui i ternani, presenti e nascituri dovranno farsi carico da qui al 2045. Oltre che incapaci anche bugiardi. Solo costoro possono sparare, alla disperata, che la voragine di debiti odierni possa essere la conseguenza delle opere di fine anni ’90, per la semplice ragione che un mutuo dopo venti anni è totalmente o quasi ammortizzato e che la gran parte delle opere fatte dal sottoscritto furono intelligentemente finanziate con fondi europei, statali o privati; fra le molte opere che con grande managerialità realizzammo ricordo il parcheggio dei parcheggi, Rinascita/S. Francesco che a differenza di quello di Largo Manni, da noi ereditato come una grande buca, non fu interessato dalle note vicende giudiziarie e di quello di Corso del Popolo, imputabile a costoro, che costituisce  un debito stratosferico di circa 15 milioni di futuri esborsi». E giù con accuse.

Bruschini «La guerra contro o utilizzando il passato è la più praticata ma anche la più stupida di tutte le guerre». Questa la replica di Bruschini. «È una forma di ipocrita di lotta , che si propone di frantumare la storia, semplificarla, smontarne la verità la complessità  così da rendere gli accadimenti dei tempi remoti adattabili alle categorie e alle esigenze del presente. Un’operazione concepita per offrire retroterra, dignità alle contese dell’oggi. E per questo destinata a provocare danni incalcolabili. Ecco consiglio al segretario del Pd Trappolino e all’assessore Piacenti di evitare di infangare periodi giudicati non da persone di destra ,ma unanimemente da molti settori della società ternana come momenti di trasformazione positiva, evoluzione e coinvolgimento innovativa di una realtà per troppi anni ingessata».

 

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