Elena Proietti, assessore alle Pari Opportunità FdI Terni; Monia Santini, consigliera comunale e provinciale FdI Terni; Patrizia Braghiroli, consigliera comunale e capogruppo FdI Terni; Rita Pepegna, consigliera comunale FdI Terni; Roberta Montagna, consigliera comunale FdI Terni; Casasole, consigliera comunale FdI Orvieto; Simona Nesoti, consigliera Comunale con deleghe FdI Giove; Rebecca Poggiani, consigliera comunale FdI Istreetfood Terni Narni; Barbara Chiaramonti, consigliera comunale FdI Narni; Fiorella Ciani, responsabile dipartimento Pari opportunità FdI Umbria; Barbara Chiaramonti, consigliera comunale FdI Narni. Sono loro le indignate, le donne firmatarie di una lettera con la quale condannano il post sessista prodotto dal presidente della Provincia di Terni Giampiero Lattanzi, sindaco di Guardea che, con superficialità si è lasciato scappare una battuta infelice in un momento in cui la sensibilità a certi temi, sulla scia del clamore per l’ordinanza antiprostituzione del sindaco Latini, ha conosciuto negli ultimi cinque giorni un climax ascendente considerevole. Incassata la graffiante critica, Lattanzi rimuove il post e si scusa. Da Terni, il consigliere comunale di Senso civico Alessandro Gentiletti, primo a denunciare le insidie della discussa ordinanza antiprostituzione, dà ragione alle Meloniane ma non manca anche di evidenziare come il provvedimento emanato dal sindaco di Terni, la violazione del quale costa fino a 500 euro, sia ancora in vigore e difesa, mentre il post sia stato tempestivamente rimosso con tanto di scuse.
Senso civico «Hanno ragione senza se e senza ma – scrive Gentiletti – le amministratrici locali di Fratelli di Italia nello stigmatizzare un post condiviso sul suo profilo privato dal presidente della Provincia di Terni del PD contenente una battuta sessista, che lo stesso ha rimosso e per il quale si è pubblicamente scusato. Lo ho sentito telefonicamente ed è dispiaciuto dell’accaduto. Non intendo giustificarlo, gli credo e ritengo doveroso il suo averlo cancellato. L’ennesima prova di come il nostro paese e la nostra città siano indietro su temi come la parità di genere, trattati troppo spesso da molti con superficialità. Attendo ora parole chiare ed inequivocabili di condanna da parte di quel partito e di quelle consigliere sull’ordinanza del sindaco della Lega di Terni, un’ordinanza che giudica le donne da come vestono e sanziona le vittime della prostituzione. Un’ordinanza che solo non è stata ritirata ma viene ad oggi ancora rivendicata, difesa ed ancora in vigore». Senso civico rilancia in un comunicato stampa la manifestazione del 6 novembre in piazza: «Condanniamo il sessismo in ogni sua forma, non in nome di una lotta elettorale tra destra e
sinistra né per cercare una ripicca, ma in difesa di quegli stessi ideali che difendiamo sempre e che ci vedranno in piazza della Repubblica, sabato 6 novembre». Posizione del gruppo sul post di Giampieto Lattanzi: «Il post in questione – si legge in una nota di Senso civico – è l’ennesima testimonianza del fatto che viviamo ancora in una società radicalmente patriarcale. In questo caso, a differenza di altri personaggi pubblici sono arrivate le scuse, ma purtroppo non bastano: vogliamo una società in cui il sessismo non sia considerato divertente. Non ci interessa stilare la classifica dei sessismi, né considerare meno grave il comportamento sessista di un rappresentante delle istituzioni solo perché tale manifestazione è avvenuta attraverso il proprio profilo privato. Il privato è politico, ed il valore di questo principio è indiscutibile, per noi. Non è nostro interesse analizzare le tempistiche con cui questo post è stato reso noto, né minimizzare l’accaduto. L’accaduto evidenzia purtroppo che ancora la strada verso una cultura che ripudia il sessismo e le discriminazioni è lunga, e ci spaventa che troppe volte la lotta alle discriminazioni sia una lotta di facciata, se poi nel privato gli stessi rappresentanti istituzionali non solo non provano disagio nell’imbattersi in certo sessismo, ma lo diffondono anche. Questo vuol dire che non hanno introiettato il senso di responsabilità verso la propria carica e soprattutto verso una comunità dimenticando il ruolo di guida morale che
dovrebbe essere proprio delle istituzioni. Non abbiamo interesse a classificare questo atteggiamento più o meno importante o più o meno grave dell’ordinanza del Sindaco Latini, perché sappiamo bene che alla base vi è la medesima matrice di pensiero maschilista. D’altronde siamo le stesse persone che hanno condannato fortemente il selfie di Latini, Pillon e Maggiora con scritto ‘tre omofobi’, anch’esso pubblicato attraverso i loro profili privati e
speriamo non occorra riportare le analogie». Focus anche sull’ordinanza antiprostituzione: «Certo, fa sorridere che il suddetto post sia stato reso noto proprio da Fratelli d’Italia – continuano da Senso civico -, partito che già nel suo nome dichiara le sue posizioni ideologiche e che ha fortemente criticato il ddl Zan, che avrebbe finalmente reso reato le discriminazioni di genere e sull’ orientamento sessuale. Una forza politica che difende l’ordinanza del Sindaco Latini che considera la prostituzione un mero problema di decoro urbano. Il partito che aveva tra i suoi assessori in giunta un uomo che ha utilizzato un linguaggio omofobo sempre attraverso i social. Suvvia, anche per loro, un pò
di coerenza. Dispiace anche che non si capiscano le motivazioni per cui abbiamo richiesto il ritiro dell’ordinanza antiprostituzione, legate al fatto che in essa non è contenuta alcuna misura di contrasto al fenomeno dello sfruttamento e della tratta. Anche in questo caso sottolineiamo che l’esistenza di ordinanze simili a firma di Sindaci di centro sinistra, non è per noi una ragione per non avanzare critiche ed appelli affinchè vengano ritirate, pur se pare costituisca una giustificazione per il Sindaco Latini. Ciò costituisce semplicemente l’evidenza del fatto che esiste una cultura sessista e maschilista e che talvolta sia trasversale alle forze politiche. Vogliamo scegliere di fare la differenza in termini politici e culturali, anche se spesso vuol dire assumere una posizione considerata scomoda».
Partito democratico Terni «Bene hanno fatto a far notare al presidente della Provincia di Terni Lattanzi che il contenuto del suo post era offensivo – commentano dal Pd di Terni in un post facebook – e bene ha fatto lui a toglierlo giorni fa, poco dopo averlo pubblicato. Dal suo successivo post si capisce quanto non avesse idea che il contenuto fosse più pecoreccio che spiritoso. Sebbene sia evidente la differenza formale tra il pubblicare da una pagina istituzionale o da quella personale, resta un contenuto non opportuno e dal sapore sessista, anche se fatto con ingenuità. Perciò, pur certi della sua non volontà di offendere, coerentemente con il nostro sentire e con quanto espresso fino ad ora, ci teniamo a dire che auspichiamo, come Partito democratico di Terni, non solo che sia un episodio che non si ripeterà più, ma anche che si trasformi in occasione per tutti coloro che ricoprono incarichi istituzionali o politici per imparare a tenere comportamenti social più sobri e ad essere più consapevoli». Focus sull’ordinanza antiprostituzione: «Chiediamo dunque – continuano dal Pd – simile coerenza alle donne di Fratelli d’Italia che hanno espresso indignazione, invitandole prima a riflettere sulla differenza tra un post su una pagina social privata e un’ordinanza pubblica, e poi a chiedere con forza al Sindaco, della cui maggioranza cittadina fanno parte, di ritirare immediatamente l’ordinanza anti prostituzione, chiedendo scusa ai ternani, ma soprattutto alle ternane».
Giampiero Lattanzi Il presidente della Provincia torna sul suo post: «Il clamore che il post – si legge su facebook di Giampiero Lattanzi – rimosso 4 giorni fa, ben prima di qualsiasi presa di posizione, ha suscitato, mi porta ancora una volta a ribadire che lo spirito con il quale è stato pubblicato non voleva assumere altri significati se non quello di strappare un sorriso a quanti avessero voluto ‘leggerlo’ per quello che voleva effettivamente rappresentare. Chi conosce la mia storia personale e politica sa bene quale sia il rispetto verso le donne e la sensibilità nei confronti delle diversità di genere e sa bene anche a quali valori mi richiamo e mi sono sempre richiamato. Verificato che la pubblicazione, sicuramente superficiale di tale post poteva assumere significati diversi, divenire offensiva per le donne e soprattutto far passare un messaggio ispiratore di valori non giusti o peggio ancora un invito a valori effimeri, ho provveduto immediatamente, e di mia iniziativa, alla sua rimozione. Pur essendo lo scopo esclusivamente goliardico e mirato ad un sorriso, il fatto che possa essere stato interpretato diversamente ed abbia potuto offendere la sensibilità delle donne, mi porta ulteriormente, anche se il post era finalizzato esclusivamente alla ricerca di un momento di leggerezza, a farne ammenda e a scusarmi di nuovo per la superficialità che in questa circostanza può aver caratterizzato il mio agire».
Movimento 5 stelle Terni «Fino a quando si definirà goliardia un post sessista e fino a quando lo spirito per ‘strappare un sorriso’ sarà quello che ha guidato il presidente della Provincia di Terni nel post comparso lunedì sul suo profilo Facebook, sarà difficile arrivare ad un vero e proprio cambiamento culturale», così Luca Simonetti, Federico Pasculli, Comunardo Tobia, Claudio Fiorelli e Valentina Pococacio del gruppo consiliare Movimento 5 stelle. «Hanno ragione le esponenti di Fratelli d’Italia nel denunciare quanto scritto da Giampiero Lattanzi che è assolutamente da condannare. Questo post rende evidente che certe convinzioni sono così profondamente radicate da essere assolutamente trasversali. Per quanto sia facile assumere posizioni ‘politicamente corrette’, finché ciascuno nella propria quotidianità continuerà ad avallare atteggiamenti del genere pensando che alla fine tanto è solo una battuta, battaglie come quella in favore del Ddl Zan finiranno con l’essere solo battaglie di facciata. Ci chiediamo anche dove siano gli uomini di Fratelli d’Italia. Perché alla fine che di certi temi siano sempre e solo le donne a parlarne o comunque doversi esporre, sembra quasi ridurre la questione ad un tema da rubrica rosa. Dovrebbero invece essere anche gli uomini i primi a stigmatizzare certi atteggiamenti e non farli passare per semplice goliardia. Stupisce, invece, chi parla adesso del post del presidente della Provincia ma non ha proferito parola sulla recente ordinanza anti-prostituzione del sindaco di Terni. Accostare i due argomenti come fossimo in un gioco di contrappesi e bilancini è totalmente fuori luogo. Serve, al contrario, a ribadire come certe posizioni siano in fondo frutto della stessa mentalità, anche se c’è chi fa finta di non accorgersene. Speriamo almeno – chiosano – che questa pessima figura che sta facendo il nostro territorio possa essere il punto di partenza per una riflessione seria. E che si possa iniziare a lavorare seriamente su questo a partire dal ritiro dell’ordinanza e dal coinvolgimento delle associazioni che si occupano della tratta delle donne costrette a prostituirsi».
Lega Terni «Un post con relativo meme, quello pubblicato dal presidente della provincia di Terni, Giampiero Lattanzi del PD, che mette in luce il livello dialettico di alcuni esponenti della sinistra ternana». Così l’intervento delle consigliere comunali della Lega Terni, Federica Apollonio, Maria Cristina Brugia, Valeria D’Acunzo ed Anna Margaritelli. «Un post sessista – sottolineano le leghiste – una ‘battuta’ mal riuscita degna dei b-Movie italiani degli anni ‘80, che offende tutte le donne e che ci riporta indietro nel tempo, al tanto scomodato e citato Medioevo culturale, tirato in ballo più volte e a sproposito in questi
giorni dai suoi colleghi di partito nel criticare l’ordinanza contro la prostituzione del sindaco Latini. La goliardia del presidente Lattanzi, uomo delle istituzioni, presidente della Provincia di Terni e sindaco del Comune di Guardea, svilisce la figura della donna. Chi ricopre incarichi di questo livello non si può permettere simili scivoloni. Sarebbe stato grave se questa vignetta fosse stata pubblicata da chiunque, ma l’episodio acquisisce una rilevanza diversa, perché a scherzare su un tema così sentito è chi dovrebbe rappresentare tutti i cittadini, ed in un certo senso dare anche il buon esempio. Non può esserci ‘cazzeggio’, citando Lattanzi, con allusioni o doppi sensi che mercificano il sesso femminile. Una brutta caduta di stile”, concludono le leghiste».
