Opposizioni scatenate, in consiglio comunale, sul piano di riorganizzazione delle scuole e sui rapporti tra Comune e istituto Briccialdi.
Le decisioni Nel mirino finiscono la decisione di ridurre a nove gli istituti ‘comprensivi’, invece degli undici attuali, che dovranno sovrintendere alle attività delle 72 scuole – dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado – esistenti a Terni e alle quali sono iscritti oltre 10 mila bambini. Ma anche quella di istituire una commissione che deve valutare i reali costi che il Comune sostiene per l’istituto musicale Briccialdi.
Melasecche Durissimo l’attacco che arriva da Anrico Melasecche (IlT): «L’assessore Riccardi, dirigente scolastico di lunga carriera, nel gestire la propria delega, ha proposto una serie di soluzioni per la riorganizzazione delle scuole ternane che favorirebbero sé stessa, danneggiando altri colleghi e la città nel suo complesso».
I dubbi O la proposta Riccardi è «equilibrata, ampiamente motivata, condivisa dalla città e dal consiglio – dice Melasecche – oppure, tale documento danneggia il mondo della scuola cittadino e nasconde una certa furbizia pro domo propria che favorisce gli interessi della Riccardi.Se dal dibattito in consiglio comunale dovesse essere confermato il conflitto di interessi di cui si parla, le dimissioni costituiscono l’unica via di uscita da questa situazione fin troppo imbarazzante».
Crescimbeni La vicenda, secondo Paolo Crescimbeni (Gm) «è paradossale ed esige interventi risolutivi da parte della amministrazione prima che si creino danni irreversibili. Scelte improbabili, incoerenti, senza una valida visione complessiva, apparenti ingiustificabili favoritismi ad alcuni plessi scolastici, scelte destinate, senza valide ragioni, a sconvolgere l’iter scolastico dei ragazzi e la vita delle famiglie, impongono poche ma determinate decisioni. L’assessore Riccardi, se si ritenesse in tutto o in parte delegittimata, potrà anche fare un passo indietro e tornare ad esercitare, a tempo pieno, il proprio ruolo di dirigente scolastico».
Cecconi sul Briccialdi La decisione di istituire una commissione che dovrà valutare con precisione il valore della convenzione tra il Comune di Terni e l’Istituto musicale Briccialdi, viene salutata con soddisfazione da Marco Cecconi (FdI-An), «perché proprio nei giorni scorsi aveva presentato un atto di indirizzo in consiglio comunale – spiega Cecconi – con il quale chiedevo che si impegnassero il sindaco e la giunta a verificare quella situazone».
La denuncia Il Comune, dice Cecconi, «oltre ad erogare annualmente a favore del Briccialdi gli importi previsti nella convenzione (i quali peraltro vanno aumentando di anno in anno di centinaia di miglia di euro, pur in assenza di documentazione atta a comprovare i motivi e la necessità dell’incremento), provvede a corrispondere direttamente gli emolumenti al personale comunale in comando presso l’istituto, riferiti sia al trattamento fondamentale (corrisposto in applicazione dei contratti collettivi Enti locali), sia al trattamento accessorio aggiuntivo (conforme al contratto collettivo nazionale del comparto Afam)».
Danni economici Questo però, secondo Cecconi, «fa sì che si configurano, a beneficio del Comune, somme da riscuotere – residui attivi – relative alle percentuali che l’istituto deve restituire e, per il solo periodo compreso tra il 2009 e il 2012, ammonterebbero ad oltre 1milione e 30mila euro, ai quali occorre aggiungere quanto dovuto dal Briccialdi al Comune anche per l’anno 2013 e per il 2014». Ma «non risulta che il Comune abbia attivato alcuna procedura per la riscossione di tali crediti e la mancata riscossione configura un grave danno per le casse dell’ente, oltre a costituire un incremento sostanziale – ancorché surrettizio – delle dotazioni che il Comune annualmente trasferisce all’Istituto, salvo ulteriori profili di irregolarità che dovranno essere accertati nelle sedi proprie».
Riscuotere il dovuto Sindaco e giunta, insiste Marco Cecconi,«devono fare in modo di recuperare risorse che, al più tardi in sede di bilancio di previsione 2015, possano essere utilizzate a favore dei servizi al cittadino, con particolare riferimento ai quei capitoli – scuole, polizia municipale, assistenza – dai quali risulta che siano stati stornati in queste settimane alcuni importi, a copertura dell’emendamento della giunta al bilancio di previsione 2014 finalizzato all’implementazione del ‘Fondo svalutazione crediti’ così come indicato dai revisori dei conti»
