venerdì 23 agosto - Aggiornato alle 02:18

Terni, per vocabolo Staino cade l’esclusività commerciale: esulta Rossi, Forza Italia storce il naso

Accesa discussione in consiglio sulla destinazione dell’area a due passi dal centro: passa l’emendamento

di Massimo Colonna

«Un atto concreto a tutela della città», esulta Michele Rossi di Terni Civica, mentre Forza Italia storce il naso: «Abbiamo votato ma si poteva fare di più». E nel dibattito si inserisce anche Sinistra Italiana che dice «no a un nuovo consumo di suolo». Fa ancora discutere vocabolo Staino, che nei giorni scorsi è finito nel Piano delle alienazioni stilato dal Comune di Terni con l’ipotesi di una variazione urbanistica per dieci particelle di terreno. Uno scenario scongiurato dall’ultima seduta del consiglio comunale, che ha dato il via libera all’emendamento sottoscritto proprio da Terni Civica.

Ok all’emendamento «Mi sono battuto con tenacia, anche all’interno della mia maggioranza, per il riconoscimento dell’area di Vocabolo Staino non come area commerciale, ma destinata ad attrezzature di interesse comune. E’ un risultato tutt’altro che simbolico, che in maniera generosa ho voluto mettere a disposizione di tutta la maggioranza,  del quale sono particolarmente orgoglioso in quanto va nella direzione della città da me da tempo auspicata: più a dimensione d’uomo e meno caratterizzata dai grandi spazi di vendita che depauperano il centro cittadino. Un modus operandi che manterrò per tutti gli atti riguardanti ogni area della città, comprese quelle limitrofe a vocabolo Staino qualora danneggino il piccolo commercio cittadino». L’annotazione nel Dup di area ad attrezzature di interesse comune vuole superare quella ‘esclusività commerciale’ che finora lo Staino ha avuto: la nuova indicazione consente di realizzare «servizi direzionali, esercizi pubblici nel rispetto di tutti i limiti e le condizione di legge, servizi pubblici quali parcheggi interscambio, servizi turistici».

Forza Italia chiede di più L’emendamento è stato votato anche da Forza Italia, ma non senza patemi. «Sull’emendamento – dichiara in una nota la capogruppo Lucia Dominici – abbiamo votato in maniera conforme alla maggioranza per un atto di fiducia nei confronti della coalizione e del sindaco Leonardo Latini verso il quale ribadiamo anche in questa occasione la nostra stima politica e personale. L’atto però non ci ha convinto del tutto in quanto riteniamo che la difesa del centro cittadino e della rete commerciale, che è il cuore pulsante di tutta la città, vada fatta con atti concreti non con dichiarazioni di principio, che sembrano dettate più che altro da una ricerca di visibilità di qualche consigliere. Quella in questione è infatti una buona intenzione in quanto nella destinazione  a servizi una quota di commerciale comunque permane e soprattutto i documenti che contano realmente sono il Piano regolatore e il piano del commercio. Noi riteniamo che il sostegno al centro debba  avvenire con interventi amministrativi ben definiti, ad iniziare dalla sua cura e manutenzione, magari finanziandola con l’alienazione del lotto comunale di vocabolo Staino, un bene che va comunque valorizzato dal punto di vista finanziario e urbanistico.

Sinistra Italiana «Si naviga a vista – scrive Sinistra Italiana sul tema – sul piano urbanistico e commerciale della città. Qual è l’idea ed il programma della giunta Latini su questi temi? Chi si sveglia prima dice la sua? È evidente che la città è in difficoltà. Le attività commerciali soffrono e le serrande si abbassano in continuazione. In questa fase si dovrebbe quindi limitare l’ampliamento delle superfici commerciali e individuare strategie che consentano al centro di rimanere fulcro vitale della città, invertendo la rotta della delocalizzazione delle attività. L’area Staino era destinata a zona parco e in quella direzione bisognerebbe tornare. I problemi ambientali di Terni non richiedono altre colate di cemento, ma di investire in sostenibilità ambientale. In quell’area, molto vicina alla grande fabbrica, deve nascere un parco con un bosco urbano, non l’ennesima area commerciale. Basta centri commerciali, basta cementificazioni».

@tulhaidetto

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