di D.B.
«Oggi facciamo all’americana, nessuna domanda». Esordisce così, in stile «presidenziale», il sindaco di Terni Leopoldo di Girolamo che martedì pomeriggio ha rassegnato le dimissioni dopo la violenta crisi sul bilancio che ha sconquassato il gruppo del Pd, diviso tra ex Margherita e ex Ds. La road map di Di Girolamo, che ha davanti a sé venti giorni per tentare una ricomposizione della frattura, prevede ora un giro di consultazioni e di ascolto «delle forme associative e dei cittadini per confrontarci sulle scelte sulle quali ricostruire una nuova fase di governo». Solo dopo incontrerà le forze politiche della sua maggioranza per cercare un accordo che eviti il ricorso alle urne dopo neanche due anni dall’inizio della legislatura.
La road map Dopo la fase di ascolto Di Girolamo proverà a «verificare – ha spiegato – se su un programma adeguato possiamo ricostruire l’unità e prospettive di governo che diano risposte alla città e costruire, con chiarezza politica e programmatica, un accordo forte per l’intera legislatura». Di Girolamo in sintesi dice no a un «governicchio» di basso profilo e prova a rilanciare: «Bisogna tenere aperto il confronto – ha aggiunto – perché non siamo un partito padronale né, come Pd né come centrosinistra. Alla fine il sindaco tirerà le somme e con la stessa trasparenza farà le sue valutazioni».

Comune nei pieni poteri Alle preoccupazioni del mondo economico e sindacale che ieri, tramite le Rsu del Polo chimico, aveva sottolineato come in giorni di grande tensione per la vicenda Basell la città sia senza sindaco, Di Girolamo ha voluto sottolineare che «il Comune è nei pieni poteri politici e amministrativi, e continueremo a esercitare le funzioni che i cittadini ci hanno affidato».
Stufara: accordo forte o meglio tornare alle urne Da un alleato di ferro del sindaco Di Girolamo come la Federazione della sinistra arriva invece solidarietà e un no secco a qualsiasi ipotesi di maggioranze alternative o fantascientifiche aperture a Udc o giunte «tecniche». Senza un accordo forte, meglio tornare alle urne: «Le parole pronunciate dal sindaco in Consiglio comunale – spiega il capogruppo del Prc in Consiglio regionale Damiano Stufara – testimoniano ancora una volta l’onestà intellettuale ed il rigore morale di Leopoldo di Girolamo, che paga, e con lui il centro-sinistra e la città intera, l’irresponsabilità del partito di maggioranza relativa. Ora si apre una fase politica nuova: da questa crisi o si uscirà coesi e rafforzati, in grado di assumere le responsabilità che il peso di essere maggioranza comporta, o è giusto restituire la parola ai cittadini, perché maggioranze diverse dal centro-sinistra non sono politicamente accettabili».
Agostini: così raccoglieremo le ceneri del Pd Solidarietà arriva anche da un altro big del Pd come Mauro Agostini, che parla di uno «scontro tutto politicistico su questioni il cui contenuto appare poco chiaro e comunque lontano dai problemi reali che la città vive». Scontro alla fine del quale l’ex tesoriere nazionale del Pd intravede l’implosione del Pd: «Chi ha a cuore il futuro del Pd – spiega Agostini – non può che guardare con costernazione allo strutturarsi sempre più forte di logiche interne riferite ad appartenenze che tutti dovrebbero considerare retaggio del passato. Procedendo lungo questa strada non resterebbe altro che raccogliere le ceneri del Pd. Mi auguro, invece, che questo passaggio delicato possa rappresentare l’occasione di un rilancio complessivo dell’azione della coalizione di centrosinistra lungo le linee del suo programma di governo».


