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lunedì 17 maggio - Aggiornato alle 17:38

Terni, consulta giovanile: il regolamento approda in consiglio, le associazioni si scatenano

Dopo Terni valley, Uds e Giovani dem, Azione cattolica e Udu alla carica: Gentiletti (Senso civico) e Filipponi (Pd) portano in Aula la loro voce

Dopo alcune sedute a vuoto e dispetti politici, il regolamento della consulta giovanile proposta dall’assessore Elena Proietti di Fratelli d’Italia, ha trovato il parere favorevole della commissione presieduta dalla consigliera Rita Pepegna, ma per lunedì pomeriggio è prevista la prova in consiglio comunale e le associazioni sono tornate alla carica perché il testo sia rivisto.

Terni Al dibattito sulla costutuzione del nuovo organismo, seppure dall’esterno, hanno preso parte Gd, Terni valley, Uds, Udu e Azione cattolica. Queste ultime due organizzazioni in particolare sono intervenute alla vigilia della prova in aula. «Come Unione degli Universitari, principale associazione rappresentativa degli studenti universitari del ternano, non possiamo non esprimere preoccupazione e disappunto per l’emendamento a firma Lega, che sostituisce i rappresentanti dei corsi di laurea universitari del Ternano con i rappresentanti dei dipartimenti, strutture amministrative universitarie perugine e non ternane (non esiste, purtroppo, ancora, alcun dipartimento con sede a Terni). Il risultato sarebbe quello di slegare la rappresentanza universitaria all’interno della Consulta dal nostro territorio, con lo scenario possibile di avere dei giovani che studiano a Perugia, e non a Terni, in rappresentanza degli universitari ternani nella consulta. L’università, da anni messa agli ultimi posti tra le priorità delle amministrazioni pubbliche locali e non solo, distolta da quel ruolo di sviluppo economico del territorio e motore dell’ascensore sociale, ora che pare rialzare la testa, grazie ai promessi investimenti e alle nuove ottiche introdotte dalla governance dell’Ateneo, rischia nuovamente di vedersi esclusa dal posto che merita. In un contesto in cui si dovrebbe procedere all’elaborazione delle politiche giovanili del territorio, a rappresentare l’università devono essere degli studenti ternani, provenienti dalle istituzioni universitarie della nostra città. Per questo sosteniamo e abbiamo elaborato delle controproposte, grazie al lavoro delle minoranze nella persona dei consiglieri Alessandro Gentiletti (Senso civico), e Francesco Filipponi (Pd) – grazie ai quali è già stato approvato in commissione l’emendamento relativo all’inserimento, tra le finalità della consulta, del tema del ‘diritto allo studio’, battaglia storica dell’Udu sia sul territorio sia a livello nazionale».

Udu «In particolare – proseguono gli universitari – è stato da noi proposto insieme a Gentiletti, con cui abbiamo avuto un colloquio, e
Filipponi, che ha sottoscritto la proposta, un emendamento che possa correggere la distorsione introdotta, sostituendo i rappresentanti dei Dipartimenti con quelli in Consiglio di Polo Scientifico Didattico di Terni, unica istituzione ternana veramente di raccordo tra Università e territorio. Purtroppo, da quanto si apprende dalla stampa nelle ultime ore, la maggioranza sembrerebbe aver rigettato la possibilità di modificare la composizione della Consulta, rigettando così una vera rappresentanza universitaria e una vera rappresentanza delle realtà associative della nostra comunità. Auspichiamo che ci sia ancora il margine per tornare sui propri passi, deporre le armi, accettare le proposte frutto della sinergia e del confronto tra coloro che in primis la Consulta dovrebbe andare a rappresentare, garantire un dibattito fluido del Consiglio comunale sul tema della Consulta e facilitare i lavori sulle questioni che gravano sul dibattito pubblico delle ultime settimane. In caso questo non avvenga, aspettiamo che la maggioranza e la Lega ci diano una ragione valida con la quale spiegare agli universitari ternani perché a rappresentarli ci debbano essere studenti perugini e non invece loro colleghi».

Consulta giovanile Azione cattolica, a poche ore dall’avvio del dibattito a Palazzo Spada, affida a Facebook la riflessione sul tema.

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