Il consiglio comunale

di M. To.

Il primo consiglio comunale del Di Girolamo bis – preceduto da sottili tensioni e accompagnato da manifestazioni di protesta e richieste di attenzione da parte dei lavoratori – è andato in archivio senza particolari sussulti.

IL PRIMO CONSIGLIO: LE FOTO

Le tensioni Ma questo non significa che ci si possa rilassare. E forse è un bene che, esauriti tutti i punti all’ordine del giorno, non ci sia bisogno di una seduta-bis nella giornata di lunedì, ma che se ne riparli giovedì. Perché ci sarà un po’ di tempo in più, per esempio, per discutere della faccenda – non secondaria – della presidenza e della vice presidenza del consiglio.

LA NUOVA GIUNTA: LE FOTO

Mascio accetta? Nella prima votazione ha preso un solo voto – 10 voti sono andati a Paolo Crescimbeni, con 4 schede nulle e 17 lasciate in bianco – ma viene data come probabile l’accettazione, da parte di Giuseppe Mascio (Progetto Terni), della presidenza dell’assemblea. Anche nella seconda seduta sarà necessaria una maggioranza qualificata dei tue terzi per l’elezione – dalla terza basterà la maggioranza semplice – ma nel frattempo si discute, soprattutto in casa Pd, della possibilità di ‘cedere’ la vice presidenza alle opposizioni. Che però, a quel punto, dovrebbero mettersi d’accordo tra di loro.

Le surroghe La nomina ad assessori dei consiglieri Francesca Malafoglia  e Stefano Bucari, ha permesso ai primi ‘non eletti’ della lista Sel, Silvano Ricci e della lista del Pd, Alessandra Pantella di entrare a far parte del consiglio comunale. La nomina di Stefano Bucari ad assessore, ha invece assegnato la temporanea presidenza del consiglio a Sandro Piermatti, che gli è subentrato essendo il consigliere eletto con il maggior numero di voti dopo di lui.

Commissione elettorale Eletti, nella prima seduta del consiglio, i tre membri – e i tre supplenti – della commissione elettorale comunale. Stefano Fatale (Fi) che ha ottenuto, Jonathan Monti del (Pd) e Cristiano Crisostomi (Cittàperta) sono i membri titolari, mentre Patrizia Braghiroli (M5S), Silvano Ricci (Sel) e Stefano Desantis (Pd), sono le riserve.

M5S Capogruppo a rotazione, come da norma, per il Movimento 5 Stelle: il primo a ricoprire l’incarico, per sei mesi, sarà Thomas de Luca, per il quale la prima giornata in consiglio comunale «è stata davvero un’emozione incredibile. Pensare che tutte le battaglie portate avanti in questi anni ora possono trovare spazio all’interno dell’agorà della città».

Forza Italia Il capogruppo sarà Francesco Ferranti, una decisione che il coordinatore provinciale del partito, Enrico Masciarri, saluta come «una scelta importante. Un riconoscimento anche per la tua affermazione personale, risultando il primo degli eletti della nostra lista. Ti faccio a nome mio e della segreteria provinciale che ho l’onore di rappresentare i migliori auguri per il lavoro che ti attende. Un augurio di buon lavoro che voglio estendere anche agli altri consiglieri Stefano Fatale e Federico Brizi. Complimenti ancora Francesco, e ti auguro anche di raggiungere le tue future aspirazioni, con l’aiuto dei territori».

Favorevoli Il sindacato Snals – di cui è segretario Dario Guardalben, candidato a sindaco e non eletto in consiglio comunale, che firma la nota accoglie «con favore la nomina ad assessore di una persona di scuola. Considerata poi la statura della preside Riccardi, di cui abbiamo conosciuto e apprezzato la competenza, la dedizione alla scuola, l’impegno fino alla abnegazione per cui la scuola ternana ha potuto conseguire traguardi di eccellenza, allora l’auspicio che l’azione della assessora Riccardi consenta alla scuola ternana di farsi valere presso la Regione dell’Umbria e presso la direzione regionale scolastica diviene una certezza. Come pure la profonda conoscenza che la nuova assessora ha delle problematiche del liceo musicale e dell’istituto Briccialdi, come pure dell’università, fanno ben sperare per il futuro di queste istituzioni».

Contrari L’associazione ‘Terni città futura’ – nessuno dei suoi candidati è entrato in consiglio – dice che «la logica non è cambiata e chi si aspettava una giunta di alto profilo rimane deluso. Persone che rispondono alle vecchie logiche di partito e più specificatamente ad alcuni gruppi che sono pensiero dominante al suo interno. Ci risulta dunque facile credere ai tanti che nella assemblea comunale del Pd di qualche sera fa hanno urlato che tutti i nomi di questa giunta sono ben riconducibili ai capo-bastone e alle vecchie logiche». Rifondazione comunista – partito nel quale ha militato il vice sindaco, Francesca Malafoglia, che poi ne è uscita – parla di «un fatto inedito nella storia politica della nostra città, solo in apparenza di natura formale: la giunta è stata approvata da parte del gruppo consiliare del Partito democratico. Inutile interrogarsi su quale sia il vero organo a cui risponderà il nuovo esecutivo e su quale delle due assemblee, quella del Partito democratico o quella eletta dai cittadini nel consiglio comunale, sia depositaria del potere di legittimare o sfiduciare le scelte future; in ogni diarchia, tra due centri di potere ce n’è uno che prevale, e al momento sembra proprio essere il parlamentino del Pd».

 

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