Il Comune dovrebbe procedere con una causa civile nei confronti della banca con cui sono stati stipulati i tre contratti derivati attualmente a carico delle casse comunali. Ne sono convinti i consiglieri del Movimento Cinque Stelle che in una nota del gruppo consigliare fanno il punto sugli ultimi accordi stipulati da Palazzo Spada in questo settore.

Pagano i cittadini «La vicenda – spiega la nota – è quella dei derivati stipulati dal Comune di Terni con una primaria banca italiana (la Bnl, ndr), derivati che a noi cittadini costano centinaia di migliaia di euro ogni anno di maggiori oneri finanziari. La realtà è che il Comune, privo di qualsiasi esperienza finanziaria derivata, e neanche ordinaria aggiungiamo noi, ha stipulato tre contratti coi quali ha trasformato due debiti a tasso variabile in debiti a tasso fisso ed uno a tasso fisso in uno a tasso variabile: roba da premio Nobel».

Cosa dice la giurisprudenza Una situazione comune a molte altre amministrazioni in Italia ma che in diverse parti, secondo quanto riportano i Cinque Stelle, viene affrontata con una causa civile. «Da anni ormai la giurisprudenza annulla questi contratti quando, stipulati fra un operatore qualificato (la banca) ed uno non qualificato (i Comuni o le Regioni), e quindi in condizioni di incapacità di valutare pienamente i rischi ed i costi insiti nelle clausole, si dimostrino compiuti in danno dell’interesse collettivo. Solo Terni rinuncia in partenza a difendere i propri diritti. Di Girolamo e soci dal pentolone non estraggono la pozione magica, ossia una bella causa civile per annullamento integrale dei derivati sottoscritti, che consentirebbe di evitare ai cittadini extracosti finanziari per centinaia di migliaia di euro all’anno per i prossimi 15 o 20 anni, ma una ben più misera transazione bonaria, che non solo non cancella un euro di tali futuri oneri finanziari ma che addirittura richiederà un esborso immediato di 1,2 milioni. Con la transazione, inoltre, il Comune rinuncia ad ogni futura azione di annullamento: praticamente paghiamo per perdere».

Azione in consiglio Così i 5Stelle annunciano nuove azioni in consiglio. «Fuor di satira – scrivono – chiediamo con forza al sindaco, alla giunta ed ai dirigenti di non firmare questa transazione e di procedere senza timore verso la causa legale contro la banca: annunciamo fin d’ora ogni azione, in consiglio e nelle sedi opportune, affinché questo scempio non si compia. Chi l’ha deciso e chi lo intenda firmare sappia che sarà chiamato a risponderne».

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