La Cascata delle Marmore

di Marco Torricelli

C’era qualcuno, tra i consiglieri comunali ternani, che lunedì pomeriggio chiedeva, con fare disinvolto, al vicino: «Ma ho capito bene? Sai stavo controllando la posta elettronica sul tablet e forse mi sono confuso». E l’altro: «Aspetta che vado a chiedere, perché mi sa che non ho capito bene nemmeno io».

La vendita Si discuteva se il consiglio dovesse, o meno, dare il proprio parere favorevole ad un atto della Provincia, che ha deciso di vendere, al privato che attualmente lo gestisce, l’unico bar autorizzato ad operare nel piazzale Byron, quello, per capirci, che sta proprio sotto la cascata delle Marmore e sul quale cui si favoleggia di incassi che farebbero la gioia di Paperon De Paperoni.

La grotta Il locale, di proprietà della Provincia, ma posto su un terreno di proprietà del Comune, da tempo immemorabile, è gestito dalla famiglia di Cesare Taschetti, personaggio molto legato alla politica ed in particolare molto vicino, quando questi era ‘in campo’, ad Antonio Cassetta. Famiglia Taschetti che ora, per 90 mila euro, diventerà la proprietaria «della grotta – è stato specificato – all’interno della quale si trova il locale». Già, la grotta. Perché, di fatto, almeno da quello che si è capito, non è della licenza che si discuteva, ma proprio del pezzo di terreno, o di montagna, sul quale quel bar si trova.

Lo stupore Per qualche minuto, dopo che l’assessore Roberto Fabrini aveva fornito qualche dettaglio dell’operazione, in aula c’è stato stupore, poi un bel po’ di confusione: «Il locale – ha detto Fabrini – secondo la Provincia è classificato come magazzino». Al che, Gianfranco Teofrasti, consigliere di maggioranza, è saltato sulla sedia: «Allora forse è il caso di chiedere – ha detto provocatoriamente – che quel locale venga immediatamente chiuso, visto che tutto mi sembra, tranne che un magazzino». Mentre dall’opposizione Enrico Melasecche si diceva «esterrefatto per come queste questioni vengano affrontate e, soprattutto, per il metodo che viene adottato».

Il sindaco Riportata un po’ di calma, è stata la volta del sindaco, Leopoldo Di Girolamo, a prendere la parola. E, seppur parlasse con i consueti toni pacati, è sembrato di cogliere, nel suo intervento «da un punto di vista politico», una buona dose di irritazione per il comportamento della Provincia che, di fatto, con questa operazione – al di là degli aspetti meramente economici, che pure non sono trascurabili – sancisce l’ingresso di un soggetto ‘terzo’ e per di più privato, nel pool – fino ad oggi composto dai due enti pubblici – che gestisce le attività relative alla cascata delle Marmore.

Lo strappo Alla fine i consiglio comunale ha votato, all’unanimità, un documento nel quale, oltre ad esprimere un parere sfavorevole nei confronti dell’operazione – parere che, peraltro, non influisce sull’esito della vendita, in quanto il Comune non ha nessuna voce in capitolo al riguardo – chiede di essere messo nelle condizioni di valutare con maggiore precisione quello che sta succedendo sotto la cascata. Insomma: i consiglieri voglio vedere le carte e, seppure nessuno ha preso seriamente in considerazione la boutade di «recintare l’area e lasciare il bar all’interno», è chiaro che lo strappo che si è consumato, nei confronti della Provincia è netto e deciso.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

One reply on “Terni, il Comune contro la Provincia per la vendita dell’unico bar alla cascata delle Marmore”

  1. sempre piu’ ridicoli. Sembrano un branco di sprovveduti dilettanti. Sono da decenni sempre gli stessi personaggi che “sminestrano” e gestiscono tutto. Sempre in maniera dilettantesca e senza un vero piano di sviluppo. Poi si mettono a litigare su principi e dettagli. Avanti cosi’.. bravi

Comments are closed.