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martedì 18 maggio - Aggiornato alle 09:10

Terni, il Comune ‘chiude i conti’ col passato: «Recupero disavanzo di 2,3 milioni»

Masselli: «Ripianiamo in relazione a fatti del 2018 e iniziamo a pagare il finanziamento di oltre 12 mln concesso dal Viminale»

«Col bilancio di previsione 2021-23 la giunta propone al consiglio il completo recupero del disavanzo di amministrazione per fatti risalenti al bilancio 2018 di 2,3 milioni di euro. Col recupero di tale disavanzo speriamo di avere maggiori spazi di manovra in termini di spesa corrente per il biennio successivo. Nel 2021 inizieremo inoltre a pagare le rate derivanti dal finanziamento concesso al Comune dal Viminale a parziale pagamento del dissesto di 12 milioni di euro (la prima rata 700 mila euro) quindi impegniamo qualche uscita a copertura del pregresso. Fino al 2023, il 17% di spesa corrente è destinata al rimborso di rate.». Questi alcuni dei passaggi più significativi dell’intervento dell’assessore al Bilancio del Comune di Terni, Orlando Masselli (di Fratelli d’Italia), che ha illustrato la manovra prima della presentazione degli emendamenti, durante la seduta dedicata di consiglio comunale, al termine della quale la manovra vontabile ha incassato l’ok con 20 voti a favore e 11 contrari.

Masselli «L’avvio di esercizio 2021 – ha spiegato – vede una cassa positiva di 11.500 euro. Le previsioni – ha sottolineato – sono state ipotizzate sulla base del gettito concretizzato nel 2020, anno caratterizzato dalla pandemia. La riduzione di entrata dell’ente va ricercata nel passaggio della Tari da tributo a corrispettivo, nonché nell’esenzione concessa per la tassa di occupazione di suolo pubblico; migliora nel frattempo il fondo crediti di dubbia esigibilità. L’elaborazione del bilancio – ha rivelato Masselli – non è stata semplice anche per effetto di assegnazioni dallo Stato agli enti locali pari a un quinto delle risorse rispetto allo scorso anno. Tutti gli assessorati sono stati dunque chiamati a fare i conti con ristrettezze economiche senza ridurre la spesa per i servizi essenziali. L’obiettivo resta migliorare le performance di incasso».

Previsionale 2021-23 Prevista la chiusura in pareggio finanziario ai sensi con un totale complessivo di euro 332.616.480,25.
Iscritta nelle previsioni del 2021 il recupero della quota residuale del disavanzo di amministrazione 2018, pari a 2.313.885,09 di euro, che verrà dunque ripianato. Dalla lettura del documento contabile risulta che la gestione finanziaria ha risentito e risentirà dell’impatto della crisi dovuta al Covid 19, sia per ciò che attiene ai flussi di competenza, sia per quelli di cassa. Infatti, a fronte di minori entrate relative, ad esempio, ai prevedibili minori incassi dei tributi locali, ai servizi a domanda individuale come la refezione e il trasporto scolastico, agli incassi dei musei o delle violazioni al codice della strada, ci sono state e si prevedono maggiori spese, solo parzialmente compensate dai contributi governativi.

Il bilancio «Il documento finanziario – ha spiegato l’assessore al bilancio – presenta una spesa corrente pari a 90.521.465,70 di euro, una spesa complessiva per investimenti di 52.263.948,42 di euro, di cui 30.223.252,25 già impegnati, e un rimborso di prestiti di 9.423.375,76, come risulta anche dal riepilogo generale delle spese per titoli riportato nel parere dei revisori dei conti allegato al bilancio. Altre spese sono relative a movimenti finanziari che includono le anticipazioni di cassa e le partite di giro. Confermato il trend in diminuzione dell’indebitamento per la realizzazione di investimenti. Relativamente alle entrate, le aliquote e le tariffe dei tributi comunali e dei servizi a domanda individuale rimangono invariate rispetto al 2020 in quanto già elevate al massimo nel 2018 per effetto dello stato di dissesto.
Per l’Imu, che ha assorbito la Tasi mantenendo la somma delle aliquote dei due tributi, il gettito stimato è di  21.550.000 euro per l’anno 2021, di  22 milioni per gli anni 2022 e 2023. La tariffa rifiuti corrispettiva Taric, istituita a dicembre 2020 in luogo della Tari, non costituendo entrata gestita e riscossa direttamente dal comune, non è riportata nello schema di bilancio, così come non è presente la previsione di spesa per il servizio di gestione dei rifiuti a carico del soggetto affidatario».

Comune di Terni «Per quanto riguarda gli altri tributi, in particolare per l’imposta di soggiorno, il cui gettito è destinato a finanziare interventi in materia di turismo, beni culturali e servizi locali – ha detto ancora Masselli – si prevedono 200 mila euro per il 2021 e 330 mila per le due successive annualità. Quanto alla Tosap e all’imposta sulla pubblicità, la nuova normativa ne ha previsto la sostituzione con il canone patrimoniale unico, demandando al comune la definizione di un apposito regolamento che lo disciplini in modo da assicurare un gettito pari a quello conseguito dai tributi soppressi. Pertanto l’importo previsto in bilancio per l’applicazione del nuovo canone è invariato rispetto al gettito dell’imposta di pubblicità e occupazione del suolo pubblico e pari a 2.200.000 euro. In merito alle risorse derivanti dal recupero dell’evasione tributaria, si iscrive a bilancio la cifra di 2.500.000 euro per il 2021 che si prevede in aumento per il 2022 e 2023 e pari rispettivamente a 3.000.000 e 3.750.000 euro. Il fondo crediti di dubbia esigibilità, determinato in base all’andamento storico delle riscossioni rispetto agli accertamenti e in ai crediti dichiarati inesigibili, ammonta a 6.111.000,00 euro per il 2021, 6.555.000,00 nel 2022 e 7.113.000,00 nel 2023. Si tratta di un fondo inferiore alla precedente triennalità contenuta nel bilancio 2020 in quanto la riscossione Tari non è più competenza del Comune».

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