Si infiamma la discussione sui canoni per lo sfruttamento idrico finalizzato alla produzione di energia elettrica. Ad alzare i toni è in particolare il consigliere del Pd Sandro Piccinini che punta il dito contro i consiglieri regionali ternani che in seconda commissione hanno approvato una richiesta di chiarimenti sui destinatari dell’introito. I soldi per intenderci sono destinati al Comune di Terni «che – dichiara Piccinini – da anni paga un altissimo prezzo ambientale sulle aree di Marmore, Piediluco e in generale la Valnerina. Alcuni concittadini in Regione però – denuncia – invece di aiutare il proprio territorio, pensano a interessi personali e proprie carriere politiche, un atteggiamento grave».
Seconda commissione regionale Il riferimento è ad Andrea Liberati del M5s che ai tempi dell’aumento dei canoni accusò Palazzo Donini di incapacità per i prezzi applicati sino ad allora, Eros Brega del Pd e Raffaele Nevi di Forza Italia che sin da subito manifestò timore «per contraccolpi nei rapporti con le multinazionali» ma anche per «facili aiuti a enti amici» e citò proprio Palazzo Spada. Di recente, lo stesso esponente Fi è tornato sul caso per ribadire che «quei fondi dovranno servire per investimenti e non per piani di riequilibrio». Il dem Piccini non gradisce: «Stiamo assistendo ad una melina trasversale e paludosa che sembra essere tesa soltanto a defraudare il territorio di Terni e le sue amministrazioni di quanto dovuto. Escano allo scoperto i consiglieri che vogliono penalizzare Terni, che non vogliono riconoscere la sua centralità secolare sul fronte dello sfruttamento delle acque. Terni si deve amare, non ostacolare e penalizzare». Nevi su Facebook ha già replicato a Piccinini: «Non è vero che toccano solo alla nostra città ma a tutti i comuni cui afferiscono le centrali di tutta l’Umbria, poi su come verranno spesi stendiamo un velo pietoso». I commenti sul social sono conditi anche di attacchi pepati.
Cavicchioli Sul tema in questione comunque, martedì, è intervenuto anche il capogruppo Pd Andrea Cavicchioli: «Nessuno vuole eludere le disposizioni che regolano l’utilizzazione dei fondi derivanti dai canoni per lo sfruttamento delle risorse idriche corrisposti da Erg – ha dichiarato – in quanto gli stessi saranno destinati dal Comune di Terni ad investimenti nei settori previsti dalle norme regionali, con doverosa rendicontazione. Non può certo essere messa in dubbio la corretta indicazione a favore del Comune di Terni per l’attribuzione dei fondi in questione tenendo conto del quadro di riferimento impiantistico e dell’impatto ambientale in particolare sull’utilizzazione della Cascata delle Marmore e sulle dinamiche del Lago di Piediluco. Siamo certi – ha concluso – che sia interesse dell’Umbria dare risposte coerenti a problematiche oggettive più volte segnalate e che vi sia in questo senso il superamento di polemiche per favorire una soluzione».
Raffaele Nevi Oltre alla sua risposta Facebook a Piccinini, l’esponente Fi ha commentato anche le parole di Cavicchioli: «Ha capito – chiosa – che occorre fare le cose seriamente senza eludere le norme regionali e senza tentare di ‘fregare’ i Comuni che come Terni hanno diritto, certamente in misura minore, ad avere quei soldi per le finalità previste dalla legge. Solo con un approccio serio e non da ‘furbacchioni’ possono cessare le polemiche. La Regione con questa manovra ha deciso riversare ai Comuni 2 milioni di euro su 10 circa che incassa ogni anno dalla riscossione dei canoni idroelettrici. Penso, che si potrebbe tranquillamente arrivare a 4 milioni di euro a patto che questi soldi siano destinati a finanziare progetti seri, finalizzati al miglioramento della qualità dell’ambiente, in particolare dell’aria, e non ad asfaltare strade o a finanziare piccoli eventi locali per sopperire agli spaventosi buchi di bilancio che i Comuni, Terni in particolare, hanno a causa di scellerate gestioni di bilancio. Sono sempre pronto ad un confronto con tutti quelli che hanno a cuore il futuro della città».
