La sala del consiglio (foto U24)

di Francesca Torricelli

Invasione di rane o di cavallette. Tenebre o grandine. Sembra proprio che alcuni (molti) dei consiglieri comunali siano stati puniti dalle dieci piaghe d’Egitto. Oltre la metà dei consigli comunali del 2013 sono stati sospesi per mancanza del numero legale, visto che alcuni consiglieri, dopo aver ‘timbrato’ per la presenza, si dileguano.

I dati Fino al 18 novembre scorso il consiglio comunale ternano si è riunito 38 volte e solo in 17 casi (il 44,7%) è stato portato regolarmente a termine. Per 21 volte (il 55,3%) è stato invece interrotto per la mancanza del numero legale. Tanto che il consigliere comunale del Pd, Sandro Piccinini ha proposto una modifica del regolamento, proprio in relazione al pagamento dei ‘gettoni di presenza’.

Le responsabilità «Fondamentalmente non ho fatto altro che riprendere una proposta che avevamo già formalizzato all’interno della revisione del regolamento del Consiglio comunale», spiega Sandro Piccinini. «Il problema è semplice. La colpa, lo ammetto, è soprattutto di alcuni consiglieri di maggioranza, che si presentano in consiglio, si fermano qualche minuto o poco più, hanno diritto dunque al ‘gettone di presenza’ e se ne vanno. Questo fa sì che spesso manchi il numero legale. E finché questo avviene su proposte politiche, ci può stare, fa parte del gioco, ma quando avviene, invece, su atti amministrativi no, non è accettabile».

I ruoli «Così facendo – continua Piccinini – non rispettiamo il nostro ruolo di consiglieri. Dobbiamo assolutamente garantire la nostra presenza almeno per il 70% del tempo delle sedute». E ci tiene a precisare: «È la prima volta che una proposta di delibera viene fatta da un consigliere comunale. Alcuni miei colleghi sono un po’ contro, non sono molto d’accordo, ma poco importa, credo proprio sia un nostro dovere morale, più che economico».

La trasparenza Il sindaco, Leopoldo Di Girolamo, è convinto che «grazie ai ‘gettoni a tempo’ si eviterebbe questo ‘mordi e fuggi’ che purtroppo si verifica spesso nelle assemblee elettive. È importante rispettare gli impegni che vengono presi con gli elettori e soprattutto è fondamentale utilizzare i soldi pubblici nella maniera più corretta e trasparente possibile. Spero che ci siano gli spazi per arrivare a discutere questa mozione. Io sono assolutamente favorevole».

Maggioranza e minoranza «Il discorso di base è questo – spiega il presidente del consiglio comunale, Giorgio Finocchio – la minoranza, quando non c’è la maggioranza, tende ad abbandonare l’aula, per mettere in difficoltà, appunto, la maggioranza. In questa legislatura ci sono alcuni consiglieri che per motivi professionali partecipano di meno e quindi il consiglio, se non ha argomenti, va un po’ in difficoltà. La minoranza da questo punto di vista non aiuta, anche se fa un po’ il suo gioco. Quando ci sono cose importanti la maggioranza è numericamente sempre presente. Poi certo, l’arrivo dell’inverno non aiuta, perché ci si ammala molto più facilmente e aumenta il problema».

Non ci si arricchisce Una cosa che il presidente del consiglio comunale vorrebbe precisare è che «i consiglieri comunali, sia per il consiglio che per le commissioni, percepiscono sì 90 euro, come si dice in giro, ma sono lordi. Quindi non ci si arricchiscono. Comunque, in passato avevamo formalizzato la proposta, che ora ha ripreso Piccinini, all’interno della revisione del regolamento del consiglio comunale, che era andata in aula, ma aveva trovato qualche difficoltà. Per quanto mi riguarda, sono sempre stato favorevole, perché in questo modo se un consigliere, per esigenze lavorative o di salute, non potesse partecipare, non percepirebbe il ‘gettone di presenza’».

I capigruppo «Mi auguro, sinceramente, che la proposta dei ‘gettoni a tempo’ venga approvata», commenta Giampiero Amici, capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale. «Personalmente la sostengo, per quanto riguarda gli altri, non lo so. Come gruppo non ne abbiamo ancora parlato, sicuramente ci sarà qualcuno che avrà qualcosa da dire, come è giusto che sia, ma vedremo lunedì». A Federico Brizi, capogruppo di Forza Italia, invece, questa storia sembra un po’ una stupidaggine «perché qui il problema è politico e non economico. La maggioranza non sa governare, se loro sono i primi a non garantire il numero legale, come possono pretenderlo da noi? Per quanto mi riguarda potremmo toglierlo proprio il ‘gettone di presenza’». E lancia una proposta: «Facciamo il consiglio comunale in un altro orario, magari più comodo per tutti. Per esempio alle 21, in modo che tutti possano essere liberi dai vari altri impegni lavorativi».

Misure più draconiane E poi c’è chi, come Valerio Tabarrini (Pd), che è pure presidente della terza commissione consiliare, si dice addirittura «favorevole a misure ben più draconiane, tipo la decadenza del consigliere comunale che, per troppe volte, risulta assente alle sedute o le abbandona dopo un tempo eccessivamente breve». Secondo Tabarrini «quello che spesso accade, in consiglio e nelle commissioni non è degno di un Paese e di una città civili. Quindi non c’è dubbio che la proposta di Piccinini avrà il mio voto». Insomma: appare praticamente scontato che, da lunedì il ‘gettone a tempo’ diventi una realtà. Sempre che non manchi il numero legale.

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