
di D.B.
A Perugia pensano una cosa e a Terni un’altra, il che non sarebbe una grande novità se non si parlasse di persone e rappresentanti delle istituzioni che militano nello stesso partito. Fatto sta che mentre a Perugia, dopo una grande lotta del Comune e della Provincia portata avanti anche dai due assessori alla Mobilità, Roberto Ciccone e Luciano Della Vecchia (entrambi del Prc), la nuova legge sul trasporto prevede che in Umbria Tpl siano inseriti costi di esercizio di scale mobili e minimetrò (considerati un’infrastruttura regionale e non solo del capoluogo), a Terni parte la fronda bipartisan.
Tutti contro Tramite un ordine del giorno presentato lunedì in Consiglio comunale infatti la Federazione della Sinistra (che unisce Pdci e Prc), i socialisti, l’Udc, il Pdl, Terni Oltre e la Lista Baldassarre chiedono a sindaco e giunta di «avviare un confronto stringente» affinché quei costi non vengano inseriti. «Tale scelta – scrivono i consiglieri -, se resa concreta, avrà una forte ripercussione sul bilancio di Umbria Tpl con la conseguenza che nella nuova ripartizione del fondo regionale dei trasporti Perugia otterrà più risorse a discapito di altri comuni». Ai consiglieri poi non è andato a genio che «la riorganizzazione del trasporto pubblico locale ha prodotto un accentramento dei ruoli e delle funzioni direzionali nel capoluogo regionale».
Penalizzata Terni Secondo i consiglieri insomma la scelta «penalizzerebbe ulteriormente Terni e le altre città dell’Umbria poiché tali sistemi di mobilità hanno costi elevatissimi e che gli stessi si scaricano anche sulla nostra comunità». Sul piatto poi c’è anche la questione dei dieci milioni di euro mancanti per il completamento della metropolitana di superficie Cesi-Terni: «Stanziamento – è scritto nell’odg – del quale non vi è certezza da parte della Regione».
