Saranno Fabio Narciso (Pd) Silvano Ricci (Sel-Sinistra per Terni) e Francesco Ferranti (Fi) i tre consiglieri comunali ternani che parteciperanno all’elezione dei membri del Cal, il Consiglio delle autonomie locali. Ma scoppia una polemica, bella forte.
I compiti I tre consiglieri comunali di Terni – Narciso ha ottenuto 16 voti, Ricci 12 e Ferranti 10, come Renato Bartolini (Pd), mentre Luigi Bencivenga (Pt) ne ha ricevuto uno e le schede bianche sono state tre – insieme ai loro colleghi designati dagli altri enti locali umbri fungeranno da grandi elettori nella nomina del Cal che avrà luogo il prossimo 18 dicembre.
M5S all’attacco Thomas De Luca (M5S) annunciando che il suo gruppo non avrebbe preso parte al voto, ha detto di ritenere che «la situazione odierna del Cal, come quella delle Province, non rispetti la Carta europea dell’autonomia locale, sottoscritta anche dal nostro Paese nel 1985 ed entrata a far parte del nostro ordinamento nel 1989 con la legge 439. La Carta infatti afferma che i consigli locali devono essere costituiti da membri eletti a suffragio libero, segreto, paritario, diretto ed universale». Ma poi ha tirato fuori l’alabarda.
«Inciucio Pd-Fi» Secondo i ‘grillini’, infatti, oltre ai tre voti del gruppo di Forza Italia, Ferranti avrebbe ottenuto sette voti dai consiglieri del Pd, visto che tutti gli altri dell’opposizione si sarebbero astenuti. De Luca, quindi, denuncia che «il consigliere Francesco Ferranti è stato eletto grazie ai voti della maggioranza, confermando pienamente il punto di vista del M5S, ovvero che FI e Pd sono ormai un partito unico che sta affossando l’Italia».
