All’indomani del consiglio sull’ambiente a criticare e riflettere sull’atto d’indirizzo presentato e approvato dalla maggioranza, unico documento dei sei presentati licenziato dall’assemblea chiusa alla partecipazione di associazioni e cittadini, sono diverse forze politiche. Dal M5s al circolo e Verdi ambiente e società.
Thomas De Luca (M5s) «Con molta amarezza affermo che niente è cambiato. L’atto del Partito Democratico in pieno stile renziano cambia tutto per lasciare tutto come prima, infatti gli inceneritori di Terni continueranno a essere in marcia e godranno di ottima salute. La maggioranza si riempe la bocca di protocolli di intesa, investimenti per Ast quando è stato appena chiuso un accordo fallimentare che non spende due parole su salute e ambiente. Priva di ogni pudore è stata poi l’azione del Presidente Mascio che pur avendo annunciato che si sarebbe astenuto, dopo che la consigliera Pococacio (M5s) aveva sollevato il suo conflitto d’interessi, non lo ha fatto, su questo punto andremo fino in fondo per verificare la legittimità della delibera alla luce dell’articolo 78 del Tuel. Ho visto esultanze da stadio da parte della maggioranza, grida di vittoria come se questa città fosse giunta al traguardo mentre dobbiamo ancora arrivare al punto di partenza. Tutti gli atti del M5S sono stati bocciati, come il censimento dei manufatti in cemento amianto, all’insegna di una cieca opera di autoconservazione, privando Terni di un grande passo di civiltà. Di fronte a tutto ciò rimane impossibile a questa classe politica capire che noi abbiamo già vinto, che per quanto possano tappare la bocca, escludere la città dalla discussione noi siamo già entrati all’interno del loro vocabolario, abbiamo aperto una breccia insanabile nel palazzo».
Rifondazione comunista «Gli esiti della discussione – si legge in una nota – confermano la profonda spaccatura tra l’amministrazione e la comunità cittadina, messa a tacere.Le aperture del Pd quando non sono inadeguate rispetto all’urgenza rappresentata dalla crisi ambientale, si limitano alla presa d’atto di una situazione per anni disconosciuta. Rispetto ai processi autorizzativi degli inceneritori l’impegno dell’Assessore all’Ambiente ad esprimere la contrarietà del Comune sulle richieste Aria-Acea e Terni Biomassa di modifica e ampliamento del ciclo d’incenerimento per poter bruciare rifiuti solidi urbani, è in realtà un passo indietro. Appena un anno fa, il Comune aveva espresso la volontà di opporsi tout court alla prosecuzione delle attività d’incenerimento di tali impianti, contrarietà che oggi riguarda solo l’incenerimento dei rifiuti urbani. Inaccettabile la volontà del Pd di non avviare un’azione chiarificatrice rispetto agli appalti legati ai fatti di Mafia Capitale, alle ipotesi di reato avanzate dalla magistratura inquirente rispetto alle polveri di Prisciano e alle inadempienze di Thyssen-Krupp-Ast, dividere le questioni della legalità da quelle del risanamento ambientale non è debolezza, ma significa non avere idea di quello che Terni attualmente è e di quello che, invece, avrebbe bisogno di diventare».
Fratelli d’Italia «Dopo anni di negazionismo – scrive il capogruppo Fd’I Marco Celestino Cecconi – l’amministrazione passi dalle parole ai fatti. La prima cosa indispensabile è sapere come stanno davvero le cose e quindi acquisire un quadro chiaro, globale e scientificamente attendibile di tutte le concause delle criticità ambientali ternane, affidando l’indagine a tecnici di livello conclamato e al di sopra di qualunque sospetto. La seconda è bloccare nel frattempo tutti gli ulteriori fattori potenzialmente inquinanti: a cominciare dalle nuove autorizzazioni per i due inceneritori, che vanno senz’altro stoppate. Terzo, trasformare un’emergenza in una opportunità, impiantando a Terni una nuova ‘industria del risanamento’, inaugurando una nuova stagione di grandi opere pubbliche per realizzare e implementare il teleriscaldamento, riconvertire l’impiantistica di scuole, uffici, impianti sportivi, completare tutte le infrastrutture urbane ed extraurbane di collegamento, in modo da efficientare il traffico veicolare e risanare la discarica recuperando materiali utili per altre attività manifatturiere».
Il circolo Verdi, ambiente e società «Il consiglio comunale sull’ambiente – si legge in una nota – ha confermato l’assoluto distacco della giunta dalla vita e dalle gravi criticità della città soprattutto nell’ambito del problema inquinamento-salute. Già il divieto di intervenire da parte del pubblico sancito dal presidente Mascio dimostra l’incapacità di ascoltare i cittadini. Il dibattito aperto dal M5S sull’incompatibilità del presidente Mascio, coinvolto con la sua ditta nel funzionamento dell’inceneritore Aria-Acea, ha messo in luce la superficialità con cui la giunta tratta il tema morale della trasparenza riducendo il tutto a ‘volemose bene’. Gli interventi dell’assessore all’ambiente Giacchetti e del capogruppo Pd Cavicchioli, hanno fatto emergere un guazzabuglio di idee in cui si è minimizzata la portata fortemente inquinante degli inceneritori, riconoscendo solo l’inopportunità di farne nascere altri».
Paolo Crescimbeni (gruppo Misto) «Esaurito il dibattito consiliare sull’ambiente, occorre fare alcune considerazioni. L’Amministrazione comunale ieri ha fatto ieri una delle più brutte figure della sua storia, escludendo dalla discussione associazioni, imprenditori e cittadini se per paura, imbarazza o coscienza sporta non si sa. A uscirne male è anche il presidente Mascio, in cuor suo ambientalista convinto. Ma oggi ripropongono alcune domande. Tempo fa, l’opposizione, con frange più responsabili di maggioranza, ha fatto passare un atto di indirizzo che prevede la chiusura di tutti i termovalorizzatori. La legge “Sblocca Italia” consente di implementare i siti ove oggi operano i termovalorizzatori. Che farà il Comune? E la Regione?. Arpa sostiene che le emissioni nell’atmosfera sono di massima a norma: gli accumuli sul suolo, in particolare di metalli pesanti e diossine, dopo tanti anni di emissioni fuori controllo, sono stati misurati? Protocolli, in forma cogente e stringente, tra Comune, Asl, Arpa, Assindustria, associazioni Ambientaliste, volte a rilevazioni e prevenzioni in campo ambientale con obiettivi definiti, vengono fatti? Asl fornisce sistematicamente quadri complessivi e comparativi di tutte le malattie epidemiologiche collegabili a fattori ambientali? La raccolta differenziata perché è solo al 45 %? I progetti di educazione giovanile all’ambiente, in ambito scolastico, a che punto sono? La figura dell’Energy Manager (legge. 10/91) a Terni cosa sta facendo? L’assessore Giachetti ha fatto una buona relazione piena di impegni e promesse; si è chiesto prima di intervenire come mai analoghi impegni e promesse sono sempre state fatte in precedenti consiliature con esiti disastrosi? Attendo qualche risposta».
