di Marco Torricelli
Se il buongiorno si vede dal mattino, i consigli comunali a Terni saranno una specie di percorso ad ostacoli. Per un bel po’ di tempo. Tanto per cominciare, e per la terza volta, il presidente non lo hanno eletto e se ne riparla, forse, lunedì.
Isrim Ad inizio di seduta c’è stata l’ennesima manifestazione di protesta: stavolta – e non è la prima – a farsi vedere e sentire sono stati i lavoratori dell’Isrim. Sospensione, riunione dei capi gruppo e riunione con i lavoratori. Come da prassi. Poi si è tornati in aula, ma solo per litigare un po’.
Rinvio Per poi concordare che si dovrà cercare di stilare un ordine del giorno comune – ma pure questo è tutto da verificare – e ci si è messi d’accordo per convocare una nuova riunione dei capi gruppo per lunedì a mezzogiorno. Così da portare, poi, il documento – ma è probabile che ce ne sarà più di uno – in consiglio nel pomeriggio.
Il presidente Al momento di dare il via alla nuova votazione per l’elezione del presidente del consiglio. però, il capo gruppo del Pd, Andrea Cavicchioli ha chiesto una nuova sospensione. Concessa.
Il voto Tra una cosa e l’altra, alla fine si è votato alle 19,20. Ma inutilmente: 8 voti sono andati a Paolo Crescimbeni (Fi) e uno a Federico Brizi (Fi). 21 schede sono rimaste in bianco e una è stata annullata. Quando il presidente ‘anziano’ stava per dare lo ‘sciogliete le righe’ si è alzato Crescimbeni: «Perché smettiamo? – ha chiesto – Io chiedo di andare avanti con le votazioni».
Tutti a casa Tra spiegazioni – ‘procedurali’ e tecniche – e inviti alla maggioranza a «dare un segno di responsabilità», da parte di Thomas De Luca (M5S) e di accuse di «maggioranza che non esiste», da parte di Crescimbeni, si è votato di nuovo, ma stavolta per sospedere la seduta: 21 hanno detto di sì, 8 di no e due non hanno votato. Seduta finita. Tutto rinviato. E siamo solo alla terza seduta.
