Era il luglio del 2015 quando il consiglio comunale disse sì all’atto sull’assegnazione degli alloggi popolari elaborato dalla seconda commissione, oggi Marco Cecconi chiede ‘il conto’ al sindaco e alla giunta.
Bando case popolari Nei nuovi criteri individuati per l’assegnazione delle case, frutto del contributo di diversi consiglieri, c’erano la residenza nel Comune di Terni da almeno 10 anni continuativi, la possibilità di riscatto dell’immobile e il consiglio aveva anche suggerito la facoltà all’amministrazione di scorrere l’ordine di assegnazione in relazione al rapporto tra il numero di membri del nucleo familiare assegnatario e l’idoneità degli alloggi disponibili, anche per tener conto delle esigenze delle famiglie monopersonali. Rispetto a quanto deliberato allora dalla massima assise, oggi Cecconi sospetta un’azione di giunta che non terrà conto delle linee dettate.
Marco Cecconi «Circa un anno e mezzo fa – scrive il consigliere di Fd’I – ho presentato un atto di indirizzo volto ad indicare alcune modifiche da apportare al regolamento per l’assegnazione delle cosiddette case popolari e, nello specifico, volte a rimuovere sperequazioni ai danni dei ternani e degli italiani nonché a premiare il criterio dell’anzianità di residenza. La procedura che si è successivamente incardinata su queste premesse si è sviluppata attraverso un serrato e prolungato lavoro della commissione, che ha comportato svariate sedute di discussione e confronto ed è approdato alla messa a punto di formali documenti. Ora che la scadenza dei termini entro i quali il regolamento vigente potrà essere modificato è imminente da più parti si segnala l’indisponibilità della giunta a procedere secondo gli indirizzi del consiglio».
Nuovo regolamento assegnazione alloggi In una interrogazione, il consigliere chiede se corrispondono al vero tali indiscrezioni, in caso affermativo quali siano le ragioni «di questa gravissima dicotomia rispetto alle proposte del consiglio ed agli indirizzi della commissione» e in caso contrario, quali siano i tempi previsti per le procedure necessarie alle modifiche.
