La cascata delle Marmore

Botta e risposta sui canoni idrici tra il consigliere Pd Francesco Filipponi e l’assessore Enrico Melasecche. C’è il dissesto finanziario del Comune di Terni, la scarsità di risorse e il gran bisogno di manutenzione sulle strade al centro del confronto a distanza tra il capogruppo d’opposizione, che indica i canoni idrici come tesoretto da spendere per gli interventi in questione, e l’esponente di giunta che, invece, allarga lo spettro dei rapporti con palazzo Donini parlando di una «vertenza tra Terni e la Regione per avere la totalità dei canoni». Nel dibattito sabato pomeriggio si inserisce anche il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli: È bene precisare che Terni, in virtù di rigorosi parametri statistici, è destinataria per il 2018 di 1.3 pari all’81,8% delle risorse complessive destinate agli enti locali dalla legge».

Filipponi:«Canoni idrici per le strade» In  particolare Filipponi «ha ricordato il protocollo per le risorse derivanti dalla legge 3 del 2016, ovvero sull’uso dei canoni idrici. Da quanto ci risulta – ha poi detto il consigliere Pd – ci sarebbero difficoltà legate alla progettazione, alla spesa e alla rendicontazione delle risorse legate ai canoni idrici per diverse centinaia di migliaia di euro spendibili per l’assetto del territorio. E’ opportuno quindi individuare le migliori soluzioni per poter progettare, spendere e rendicontare interventi sulla base di queste risorse utilizzabili anche per le manutenzioni necessarie». Sempre Filipponi, nei giorni scorsi, ha presentato un’interrogazione a seguito del crollo del ponte Morandi di Genova, attraverso la quale si chiede al sindaco e alla giunta «di garantire in modi e tempi ragionevoli un aggiornamento rispetto alle verifiche di stabilità dei ponti in particolar modo per quelli utilizzati da molti anni, su cui la competenza è di Anas, ricompresi nel territorio del Comune, al fine di garantire la sicurezza viaria».

Melasecche: «Apriamo vertenza in Regione» Da qui la reazione dell’assessore ai lavori pubblici che rileva come il Comune di Terni si parla di «somme abbastanza risibili erogate dalla Regione per le strade dai  canoni idrici, cioè le somme che la Regione incassa dal Erg per l’utilizzo del Velino e del lago di Piediluco per produrre energia elettrica a Galleto ma non solo: si tratta di meno di 400 mila euro che costituiscono una briciola rispetto alle reali necessità, mentre il dissesto finanziari ci impedisce al momento di utilizzarli, salvo effettuare una complicata variazione di bilancio a cui stiamo lavorando da tempo per la quale occorrono numerosi passaggi fino al consiglio comunale, per cui sarà possibile effettuare la gara non prima di ottobre». Quindi il contrattacco: «noi intendiamo mantener fede alle promesse fatte in campagna elettorale e chiediamo a gran voce alla Regione di retrocederci tutti i milioni sottratti a Terni in questi anni, con il beneplacito del partito ternano, per lo sfruttamento del Velino e del Lago di Piediluco come bacino idroelettrico. Si tratta di almeno 30-40 milioni incassati dalla privatizzazione ad oggi per nostro conto, senza contare che la Regione negli ultimi cinque anni è scappata da Terni (Atc, Isrim, Umbria innovazione, Consorzio aree industriali): apriamo la «vertenza tra Terni e Regione per reclamare la totalità di quei canoni idrici di nostra spettanza e un ruolo non più subalterno».

Paparelli: «Al Comune l’80% delle risorse per enti locali» Il botta e risposta si allarga anche a Papaprelli che evidenzia in generale come «Terni ha sempre beneficiato di un ammontare di risorse regionali più che proporzionali rispetto al peso della popolazione sul totale regionale: 18% del volume totale delle risorse circa contro il 12% della popolazione in funzione della sua importanza». Quindi il tema dei canoni idrici su cui il vicepresidente calca la mano «È solo grazie ed esclusivamente ad una mia iniziativa di legge che il raddoppio dei canoni idrici viene per il 50% riversato su cinque comuni: Terni, Narni, Baschi, Alviano e Cerreto di Spoleto in cui sono localizzati grandi impianti di derivazione. La legge stabilisce specifiche destinazioni per queste risorse aggiuntive: Urbanistica e assetto del territorio per la riqualificazione e il decoro urbano, il recupero e la manutenzione di spazi verdi e l’accessibilità degli stessi; sviluppo e valorizzazione del turismo e dei grandi eventi; viabilità ed infrastrutture stradali. Le risorse sono per il 20% destinate allo sviluppo e valorizzazione del turismo e per l’80% alle manutenzioni ed interventi urbani e stradali. È bene altresì precisare – ha aggiunto il vice presidente – che Terni, in virtù di rigorosi parametri statistici, è destinataria per il 2018 di 1.308.000 euro, pari dell’81,77% delle risorse complessive destinate agli enti locali dalla legge. Non ricordo, ne è agli atti, alcuna analoga iniziativa assunta dall’assessore Melasecche nei 5 anni in cui è stato consigliere regionale, per il cui ruolo passato percepisce lauto vitalizio».

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