Luciano Neri durante la conferenza stampa

di Barbara Maccari

Non accennano a placarsi le polemiche su Tela Umbra. Dopo l’intervento del sindaco Luciano Bacchetta chiamato in causa da alcune socie della cooperativa che hanno sfiduciato il presidente Luciano Neri, quest’ultimo ha replicato punto su punto in una conferenza stampa indetta al Museo Tela Umbra, dove ha annunciato anche la sua prossima candidatura alle amministrative di giugno.

Attacco politico Una conferenza stampa che ha toccato molti temi, dalla politica all’economia, e che si è conclusa con una nuova candidatura per la poltrona di sindaco di Città di Castello. La conferenza organizzata dal pr­esidente Luciano Neri a nome di Tela Umb­ra non è stata né discussa né approvata­ dal consiglio di amministrazione, come hanno precisato in una nota alcune socie, quindi Neri ha parlato a titolo personale ed è subito entrato a gamba tesa contro Luciano Bacchetta: «L’attacco di Bacchetta contro di me è un attacco politico, non c’entra niente con Tela Umbra, ad un mese prima della scadenza naturale del mio mandato è soltanto un volgare pretesto».

DAL PD VIA LIBERA AL BACCHETTA BIS

Colpe della gestione Il presidente ha poi rincarato la dose scaricando le colpe della gestione di Tela Umbra sull’attuale sindaco: «Se c’è uno che deve cospargersi il capo di cenere, stare zitto e chiedere scusa è proprio Bacchetta. Era lui prima di noi che siedeva nell’assemblea dei soci, ci ha lasciato una Tela Umbra completamente fallita con quasi 150 mila euro di debiti che noi abbiamo ripagato, con un guadagno annuo che non superava i 20 mila euro, con il museo appaltato a una società di Perugia e la cooperativa estinta anche sul piano formale e le lavoratrici ridotte a tre sole unità. Il sottoscritto e il cda, sia quello precedente che l’attuale, hanno rimesso in piedi tutto, risanato azienda e bilanci, riportato da Perugia e restaurato buona parte del patrimonio Franchetti facendo diventare Tela Umbra il principale promotore culturale della città. Il tutto portato avanti in forma assolutamente volontaria e senza prendere una lira. Al contrario di altre partecipate, come Sogepu e Polisport che costano alla collettività poco meno di 10 milioni ogni anno».

Crisi e chiusure Neri non ha risparmiato un’analisi aspra e dura sul tessuto economico della città: «La mia valutazione è che la situazione della nostra città e del territorio è molto negativa sul piano economico e occupazionale. Le fabbriche chiudono, la disoccupazione cresce, aumentano a dismisura disoccupazione, le persone e le famiglie si impoveriscono, e a fianco di tutto questo una politica che spreca, ridotta ormai a voto di scambio, lottizzazioni e clientele. In questi anni sono stati chiusi a Città di Castello l’Asl, la Cassa di Risparmio, il tribunale, l’Università, il cinema, la biblioteca, la Camera di commercio, le terme, le scale mobili, la ferrovia. Però abbiamo aperto il McDonald’s».

Gestione centenario Non è mancato un attacco anche alla gestione dell’evento più importante per Città di Castello nel 2015, il centenario di Alberto Burri: «È stato un fallimento totale, lo affermano i dati della Regione e lo conferma un sondaggio di questi giorni fatto da Trip Advisor che attesta che Città di Castello, nell’anno del centenario, è ultima nella classifica dei visitatori tra tutte le città dell’Umbria».

Pd appoggia Bacchetta Un attacco frontale Neri lo ha sferrato anche al Pd locale, che definisce un non partito: «Un partito di maggioranza che diventa il cameriere di Bacchetta è paradossale, che sostiene il candidato craxiano di un partito inesistente è preoccupante. Lo scontro nel Pd si acuirà, ma manca la democrazia interna e il partito è comandato dagli apparati. Ma allora i tanti aderenti ed elettori onesti di quel partito non sosterranno Bacchetta ma la lista democratica e alternativa. È sempre esistita ed esiste ancora una larga area di società civile libera e di diverso orientamento politico e culturale che negli anni si è mobilitata positivamente a Città di Castello, che ha cercato il cambiamento con candidati alternativi. È da quella area, allargata e maggioritaria, che bisogna ripartire».

Candidatura a sindaco La chiosa della conferenza Neri riguarda la sua candidatura alle prossime elezioni amministrative: «Ognuno di fronte a questo sfascio ha il dovere di ‘scendere in campo’, di dire la sua e di partecipare. È la democrazia. Certo non sarà facile opporsi a chi ha soldi per comprare il voto dei propri ‘clientes’ e lottizzazioni da far fruttare, ma le uniche battaglie che si perdono sono quelle che non si fanno. Essere candidato a sindaco? C’è tempo per questo, non ci ambisco, ma  nemmeno lo escludo a priori. Certamente dirò la mia e parteciperò. Guardo con attenzione e valuto positivamente il progetto culturale, politico ed elettorale messo in piedi da giovani, e non solo, che puntano a rappresentare la parte viva e onesta, che è la maggioranza dei cittadini. E che va oltre gli schieramenti».

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