di Maurizio Troccoli
E’ stato definito dai due presidenti di Umbria e Toscana un ‘patto di concretezza’ quello che è stato siglato venerdì a Monte Santa Maria Tiberina, luogo simbolo del rapporto tra le due regioni. Tra le pietre di questo borgo si sono dati appuntamento per consolidare una alleanza che a parere dei due governatori dovrà portare risultati immediati e di lungo respiro sui temi innanzitutto dei trasporti, poi della sanità, dell’acqua e della Cultura. Proietti e Giani hanno sottolineato che oggi si suggella un gemellaggio che si erano promessi prima delle rispettive elezioni.
Il capitolo centrale è quello ferroviario. La richiesta condivisa è chiara: raddoppiare gli Intercity che fermano nelle quattro stazioni di Arezzo, Camucia, Orvieto e Chiusi, ma soprattutto farli viaggiare sulla direttissima e non più sulla linea lenta. Una scelta che, secondo i due presidenti, penalizza oggi in modo pesante pendolari e territori. «Il patto di oggi è di concretezza – ha detto Giani – prima delle grandi visioni sul futuro chiediamo che i collegamenti che già esistono diventino competitivi. Vogliamo il doppio dei treni Intercity che fermano nelle nostre quattro stazioni e vogliamo che questi treni corrano sulla direttissima, perché la linea lenta fa perdere attrattività e tempo».
Un’esigenza ribadita anche da Proietti, che ha sottolineato come «i nostri pendolari oggi sentano il bisogno di più treni subito, non di promesse lontane», citando il caso del collegamento 598 come esempio di una domanda concreta e immediata.
Accanto al tema ferroviario verticale, resta aperto il nodo della stazione dell’alta velocità Medioetruria. Su questo punto Umbria e Toscana chiedono un incontro urgente a quattro con il Governo, alla presenza dei ministri Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti e dei due presidenti di Regione. «In finanziaria non abbiamo visto risorse – ha detto Proietti – abbiamo bisogno di capire quali sono le intenzioni del Governo e quanti soldi intende mettere per una stazione dell’alta velocità in Toscana che possa essere utile anche all’Umbria. Lunedì parte una lettera congiunta all’indirizzo dei due ministri».
VIDEO – PROIETTI E GIANI «CHIEDIAMO TAVOLO CON GOVERNI PER TRENI E ALTA VELOCITÀ»
Giani ha chiarito che oggi non esiste alcun finanziamento stanziato e che prima di discutere localizzazioni e ipotesi progettuali è necessario un confronto istituzionale vero. «Se si discute del mio territorio – ha spiegato – voglio sedermi al tavolo con il ministro che elabora i progetti e con quello che mette i soldi. E se si parla di un’opera che riguarda anche l’Umbria, è giusto che ci sia la presidente Proietti». Aggiunge: «Se qualcuno aveva pensato di trovare in Toscana un Governo diverso con cui programmare ricordi che deve fare i conti con il mio che è stato voluto dalla stragrande maggioranza dei toscani. A nessuno venga in mente di pensare opere sul nostro territorio senza discuterne con il sottoscritto». Quanto alle ipotesi, Giani ha indicato Rigutino come punto di partenza personale, perché «si connette bene con l’Umbria e serve l’area più popolosa della Toscana», ma ha precisato di non voler vincolare le scelte umbre.
Nel pacchetto trasporti rientrano anche la viabilità stradale, con l’impegno sulla direttrice Perugia–Chiusi, e i collegamenti orizzontali. Giani ha richiamato il valore strategico della galleria della Guinza come collegamento tra Tirreno e Adriatico, sottolineando che «non è un’opera tra Umbria e Marche, ma tra due mari», fondamentale per territori fondati su piccole e medie imprese.
Il secondo asse dell’accordo riguarda la sanità. Le due regioni, essendo territori di confine, condividono flussi di mobilità sanitaria che il fondo sanitario nazionale non riesce a coprire pienamente. L’intesa annunciata va oltre la gestione della mobilità passiva e punta anche su innovazione e ricerca. «La centralità deve restare al pubblico – ha detto Giani – povero e ricco devono avere le stesse opportunità di accesso, e le stesse cure, aumentando i servizi e riducendo le liste d’attesa». In Toscana sono previsti investimenti importanti, come i 70 milioni sull’ospedale San Donato di Arezzo, destinato a rafforzare il proprio ruolo anche per l’utenza umbra, con patti specifici e rapporti preferenziali, in un quadro di reciprocità che coinvolge anche Sansepolcro e Città di Castello.
Proietti ha aggiunto il capitolo dell’innovazione pediatrica e neonatale, citando la collaborazione con il Meyer e i programmi di screening neonatale, tra cui quello per l’atrofia muscolare spinale. «Pensiamo in grande – ha detto – ma intanto vogliamo garantire ai cittadini servizi eccellenti grazie alla sinergia con la regione vicina».
Il terzo tema è quello dell’acqua, con al centro il sistema di Montedoglio e il lago Trasimeno. Un’infrastruttura esistente da 23 anni, che oggi viene rilanciata come strumento concreto per affrontare le emergenze idriche. «Non posso accettare – ha detto Giani – di leggere articoli sul Trasimeno che si essicca quando abbiamo il lago di Montedoglio, 135 milioni di metri cubi d’acqua. È giusto che, attraverso i protocolli già elaborati, quella risorsa possa integrare la portata del Trasimeno». Il flusso idrico, ha ricordato, è partito già nello scorso mandato e ora l’obiettivo è consolidarlo attraverso accordi di programma sempre più operativi.
Infine la cultura, considerata il collante dell’intesa. I cammini francescani, l’anno francescano e le rievocazioni storiche sono indicati come fattori di unità tra territori che condividono una stessa dimensione storica e culturale, dall’Etruria alla Toscana interna fino all’Umbria. «Abbiamo scelto un’amicizia forte – ha detto Giani – e un piano culturale che diventi elemento di attrazione e di unità». Un legame che affonda le radici anche in un rapporto personale, nato già prima dell’elezione di Proietti e suggellato simbolicamente a Chiusi della Verna durante le celebrazioni per gli 800 anni delle stigmate di Francesco.
«Questo patto – ha concluso Proietti – è prima di tutto tra presidenti, ed è una leva per l’Italia mediana. Non sempre c’è capacità di dialogo, oggi invece c’è la volontà di risolvere i problemi dell’oggi, a partire dai collegamenti, senza farsi distrarre da dibattiti che rischiano di allontanarci dalle soluzioni».




