Currently set to Index
Currently set to Follow
domenica 9 maggio - Aggiornato alle 12:00

Sul Recovery scontro in consiglio regionale in attesa di capire quanti progetti saranno finanziati

Tesei ribadisce che il Piano garantirà «un nuovo posizionamento dell’Umbria». Le opposizioni: «Una lista della spesa senza visione»

Il consiglio regionale

di D.B.

Da una parte la presidente Donatella Tesei che parla di un piano in grado di garantire «un nuovo posizionamento dell’Umbria nel mondo post Covid», dall’altra le opposizioni che il documento lo bocciano in toto o quasi. Martedì buona parte della seduta del consiglio regionale è stata occupata dal dibattito sul Recovery plan umbro, ovvero sui 45 progetti per i quali l’Umbria spera di ottenere 3,1 miliardi di euro. In attesa di capire quanti dossier potranno essere realmente finanziati, in aula è andato in scena il muro contro muro.

CNA PROMUOVE SOLO A METÀ IL PIANO UMBRO

Tesei La presidente ha essenzialmente ribadito quanto detto giorni fa presentando il Pnrr umbro, assicurando che il nuovo posizionamento dell’Umbria sarà quello di «una regione verde che deve valorizzare la sua alta qualità della vita, che dovrà renderla più popolata, trattenere giovani, far formare famiglie, fare dell’Umbria un posto dove vivere, lavorare, investire, fare ricerca, fare impresa, anche grazie alla nuova frontiera digitale in cui la nostra regione sarà al centro». E a chi ha sostenuto in questi giorni che l’orizzonte andava allargato, la presidente risponde che si lavorerà «con le altre regioni del Centro Italia per obiettivi comuni».

COSA PREVEDE IL PNRR UMBRO: «NON SONO INTERVENTI SPOT»

INFOGRAFICA: L’ELENCO DEI 45 PROGETTI E LE CIFRE

La partita inizia ora Il documento sarà il riferimento anche per la nuova programmazione comunitaria 2021-27 e, in vista dei bandi, la presidente ha sottolineato che «dovremo saper cogliere con immediatezza quelli nazionali che saranno emessi, sui su cui inserire quelli territoriali, come ci hanno confermato ieri i vari ministri durante l’interlocuzione con le Regioni». Nel frattempo «stiamo lavorando per predisporre un team che si occupi di progettazione su tutte le varie linee». In conclusione, Tesei ha ricordato che «la vera partita inizia adesso e non la possiamo perdere. Se riusciamo a realizzare ciò che serve alla nostra regione sarà il successo di tutta la comunità, per una prospettiva di inversione di rotta da tutti auspicata».

«RECOVERY, POCO SPAZIO PER LA COOPERAZIONE UMBRA»

PD E CGIL BOCCIANO IL RECOVERY PLAN UMBRO

Le opposizioni Il portavoce delle opposizioni Fabio Paparelli ha parlato di «occasione mancata, tra promesse e annunci che non si concretizzano» e direttrici, come quella su 5G, transizione ecologica e inclusione sociale, «che l’Umbria non ha seguito». In più «i presupposti finanziari che vengono citati sono sballati. All’Umbria andrà tra l’1,5 e l’1,6% dei fondi, a differenza di quanto annunciato dalla presidente (4,8%, ndr)». Per Paparelli mancano politiche industriali e di inclusione sociale, così come strumenti «per recuperare il gap di produttività sul terziario avanzato. Anche il rapporto con l’Università – ha detto – denota una visione particolaristica». «L’Umbria – ha concluso – poteva essere crocevia di una proposta per l’Italia mediana mentre ci siamo limitati a redigere un elenco della spesa in cui abbiamo inserito temi del tutto assenti dal Piano nazionale di resilienza, come l’edilizia sanitaria».

TERNI, 20 MILIONI PER GLI STUDIOS DI PAPIGNO

LA CIA: «DIVERSE LACUNE E POCA CONCERTAZIONE»

PER L’ANFITEATRO DI SPOLETO 44 MILIONI

Il dibattito Nel pomeriggio sono state bocciate due proposte di risoluzione presentate da Andrea Fora e dal pentastellato Thomas De Luca; con la prima si chiedeva un «piano di grande lotta alla povertà» oltre che un’interlocuzione con governo e parti sociali, inquadrando i progetti nel contesto dell’Italia mediana, mentre con la seconda l’eliminazione di ogni riferimento alla produzione del Css. Dai banchi della giunta l’assessore Michele Fioroni ha assicurato che la volontà non è stata quella di «fare una lista della spesa» bensì di «riposizionare l’Umbria lungo la catena del valore, cioè individuare per l’Umbria nuove filiere, integrare quelle esistenti, valorizzare ciò che di buono c’è stato, creare nuova economia». Quanto alla mancanza del 5G, «non poteva essere applicato in Umbria perché c’era una legge regionale che impediva l’installazione di nuove antenne e che noi abbiamo modificato».

CENTRALE DELL’IDROGENO A BASTARDO

ALL’EX MERLONI POLO DEI NANOMATERIALI

In aula Sul dossier rifiuti invece il vicepresidente Roberto Morroni ha ribadito che al momento nulla è deciso sulla chiusura del ciclo e che le questioni Css e potenziamento del’impiantistica rimangono separate: «Quando non lo saranno più ne parleremo approfonditamente in quest’Aula». «Avrei preferito un dibattito diverso sul futuro dell’Umbria. Questo documento – ha detto poi la dem Donatella Porzi – è arrivato tardi e non è chiara la vostra impostazione». Oltre a chiedere più partecipazione, Porzi ha sottolineato che «disporre di tutte queste risorse è un’occasione storica sulla quale dobbiamo trovare convergenza. Il terzo settore, il welfare, la formazione, l’educazione, ci sono tante realtà che non hanno trovato spazi». «Ci sarà modo e tempo – ha assicurato il capogruppo della Lega Stefano Pastorelli – di declinare i vari progetti in maniera più dettagliata e condivisa. Bene che per i progetti ci saranno anche i fondi della nuova programmazione europea, per creare un’Umbria più attrattiva, dove sia possibile e conveniente vivere, investire, fare ricerca».

Twitter @DanieleBovi

I commenti sono chiusi.