di M.R.
«Centinaia di pendolari umbri quotidianamente in viaggio sulla linea ferrata da e verso Roma, sono afflitti da problematiche significative. L’attuale condizione della rete ferroviaria in Umbria non garantisce un trasporto efficiente e sicuro». A parlare in questi termini è la deputata del M5s Emma Pavanelli che, rivolgendosi al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, ha chiesto di sapere quali iniziative di competenza intenda adottare per risolvere le criticità e migliorare i collegamenti ferroviari dell’Umbria, mediante nuove tratte dirette servite dalle linee veloci.
Emma Pavanelli «L’incremento da parte delle due compagnie ferroviarie che gestiscono i treni dell’alta velocità dei collegamenti veloci tra Roma e il Nord Italia – argomenta la deputata – ha provocato la riduzione del numero di tratte regionali e Intercity da Roma verso l’Umbria, dirottate nella ferrovia Firenze-Roma, cosiddetta linea lenta; tale decisione ha avuto come conseguenza l’aumento dei tempi ordinari di percorrenza nella tratta Roma-Terni di circa 30 minuti, comportando gravi e frequenti disagi a centinaia di pendolari umbri che quotidianamente si spostano da e verso la capitale, soprattutto nei casi in cui questi debbano prendere una coincidenza per giungere ad Assisi o Perugia».
Pendolari «Inoltre – prosegue Pavanelli – i disagi causati da guasti e interventi di manutenzione sono all’ordine del giorno e non consentono il rispetto dei quadri orari previsti; citando l’ultimo in ordine temporale, in data 6 gennaio 2024, un controllo tecnico a un treno tra Capena e Gallese e successivamente un guasto nella linea tra Settebagni e Capena hanno provocato in mattinata ritardi fino a 30 minuti lungo la linea alta velocità Firenze-Roma; come noto, sui treni regionali e intercity non è previsto alcun indennizzo per i ritardi inferiori a 60 minuti; il perdurare della sopra descritta situazione è destinato ad avere ripercussioni negative anche per l’economia della regione Umbria, contraendo la domanda turistica del territorio».
