In vista delle elezioni amministrative del 26 maggio 2019, Umbria24.it iha rivolto cinque domande ai candidati sindaco di Stroncone.
di Marta Rosati
Intervista a Giuseppe Malvetani della lista civica ‘Stroncone riparte’
Il tema della sicurezza è centrale in un periodo in cui un’escalation di furti ha determinato il fiorire di comitati di cittadini per contrastare il fenomeno. Quali misure adotterebbe, se venisse eletto sindaco?
«Quello che è successo nei mesi scorsi non deve più ripetersi. Una catena così lunga di furti non si era mai vista prima. Quello che ci proponiamo di fare per quanto riguarda la sicurezza dei cittadini è, innanzitutto, aumentare il numero delle telecamere presenti e dislocarle in punti più strategici di quelli attuali. Andrebbero inoltre collegate ad una centrale operativa per un monitoraggio più puntuale ed efficace. Inoltre ci prefiggiamo di mettere in campo una maggior sinergia con le altre Istituzioni e le Autorità competenti (Prefettura, Questura, Comando dei Carabinieri, ecc.)»
L’area turistica dei ‘Prati’ secondo alcuni cittadini è stata negli ultimi tempi trascurata e per nulla valorizzata. Cosa intende fare per la promozione di quel luogo?
«Come ho già detto più volte in campagna elettorale, il rilancio della zona dei Prati è una delle priorità. Un rilancio per il quale è, innanzitutto, opportuno trovare una sintesi tra le esigenze del turismo e quelle degli allevatori della zona, che pure svolgono un lavoro importante. Fatto questo, che è il primo passo, occorre sostenere le ormai poche attività rimaste e favorire l’insediamento di nuove. Non si possono far pagare otto euro al giorno per un parcheggio sul prato senza offrire nulla in cambio. Sarebbe interessante avere un parco avventura, ad esempio, magari una zona dove poter fare arrampicata se la si riesce ad individuare, potenziare il funzionamento dei campi scout con l’aiuto prezioso della Protezione Civile e, soprattutto, avere almeno un paio di eventi l’anno, di alto spessore artistico o culturale, che portino persone da fuori e diano visibilità al territorio».
Come crede sia possibile realizzare lo sviluppo del territorio? Lungo quali assi pianificherebbe la sua azione di governo?
«È una domanda che richiede più di qualche riga per la risposta. Negli ultimi anni, con l’attuale Amministrazione, sembra si sia fatto di tutto per affossare l’economia del territorio. Per non pagare poche centinaia di euro l’anno si è usciti dai “Borghi più belli d’Italia”, canale che portava una buona percentuale del turismo annuale. Scelta ancora più sconsiderata ed incomprensibile, quella essere contrari all’inserimento del Comune nell’area di crisi complessa, per la quale sono stati stanziati dal Governo decine di milioni di euro per il rilancio del comparto industriale ternano. Ci proponiamo, quali futuri amministratori, di fare l’esatto opposto, cioè di creare tutte le condizioni per un ritorno degli investimenti imprenditoriali sul territorio, concentrandoci però su quelli a impatto ambientale zero (non inquinanti) in modo da trasformare il territorio in un Comune amico dell’ambiente».
Attiva la protesta del ‘Comitato permanente Vascigliano’ contro la realizzazione della centrale a biogas. Qual è la sua posizione in merito?
«È una posizione molto chiara e netta, già espressa più volte, attraverso tutti i canali disponibili. Colgo l’occasione per ribadirlo nuovamente: siamo assolutamente contrari. Vascigliano ha già dato troppo dal punto di vista ambientale per cui interventi di questo tipo sono l’ultima cosa di cui il territorio ha bisogno. Sono iniziative che, innanzitutto, possono seriamente compromettere la qualità della vita dei cittadini e che, inoltre, sono del tutto incompatibili con quel rilancio del turismo che è uno dei punti fondamentali del nostro programma».
Quali azioni adotterebbe nei primi 100 giorni di mandato e perché i cittadini dovrebbero votarla? Rivolga un appello agli elettori.
«Ci sarà da mettersi al lavoro contemporaneamente su tante cose. Il rilancio del turismo, come anticipato sopra, la rimessa in funzione degli impianti sportivi presenti sul territorio e da anni abbandonati, l’adozione di provvedimenti che possano incentivare il ritorno degli investimenti imprenditoriali e, soprattutto, l’urgente revisione del Piano Regolatore con una variante che accolga le istanze di numerose famiglie che oggi si trovano a pagare Imu spropositate su aree spesso inutilizzabili o, nel migliore dei casi, dal valore di mercato ormai sensibilmente ridotto».
