La strategicità della produzione di acciaio pari a quella del cibo declinata in ‘sovranità alimentare’; la volontà di vincere una battaglia culturale tipica non solo del settore agricolo, cioè quella di coniugare la sostenibilità ambientale con la sostenibilità economica; e poi la commozione per la citazione di San Benedetto che la presidente del consiglio ha riservato al suo discorso alla Camera nel giorno del voto di fiducia al nuovo governo. Questi alcuni dei passaggi chiave dell’intervento pronunciato nell’aula di Montecitorio dal deputato ternano di Forza Italia Raffaele Nevi.

Europa «Complimenti alla Presidente Meloni per la sintesi mirabile dei valori, delle idee, dei programmi, della spinta ideale del centrodestra dal 1994 ad oggi e questo è il segno anche che, nonostante tutto, c’è una grande unità di intenti di questa grande comunità politica. Mi consenta, da responsabile nazionale del settore agricolo per Forza Italia, di fare un plauso alla scelta di cambiare nome al ministero e di chiamarlo ‘dell’Agricoltura e della sovranità alimentare’. Penso che questo segni un tema che abbiamo più volte discusso in quest’Aula, cioè la strategicità della produzione del cibo, al pari della strategicità della produzione dell’acciaio e dell’energia elettrica. Noi abbiamo visto, da ultimo a seguito della guerra in Ucraina, che questo è un elemento essenziale e su questo dobbiamo investire le nostre risorse. Non a caso, la Francia è un Paese che ha sempre tenuto alta l’attenzione sulla produzione agricola, non a caso si chiama produzione primaria e non a caso i francesi sono stati sempre in prima fila, insieme al nostro Antonio Tajani, a combattere all’interno delle istituzioni europee, per salvaguardare la produzione agricola. Ecco, quindi, onorevole Meloni, le faccio i complimenti per questo, anche per aver messo a capo del ministero un esponente di primo piano, autorevole, della maggioranza, come il ministro Lollobrigida. Mi voglio complimentare anche e soprattutto per la visione dell’Europa (a parte che, da umbro, mi ha fatto commuovere per la citazione di San Benedetto), però è giusto rivendicarlo: noi dobbiamo essere più orgogliosi della nostra storia, delle nostre radici che sono radici che hanno forgiato l’Unione Europea».

Sviluppo economico «Mi è particolarmente piaciuto il passaggio in cui dice che bisogna lavorare per tutelare le imprese in Europa. Su questo ci siamo sempre battuti, innanzitutto per vincere una battaglia culturale: quella che riguarda il settore agricolo, ma non solo il settore agricolo, cioè quella di coniugare la sostenibilità ambientale con la sostenibilità economica. Non faremo, infatti, buone politiche ambientali se distruggeremo il nostro patrimonio di imprese che investono e che investono anche in sostenibilità ambientale. Per quanto riguarda il settore agricolo in Europa ci sarà molto da fare perché bisogna salvaguardare il settore da minacce esterne che sono, se possibile, ancor più gravi delle minacce che riguardano altri settori. Abbiamo fatto più volte riferimento ai cambiamenti climatici, abbiamo più volte discusso in quest’Aula il tema dei danni che provoca la fauna selvatica, abbiamo più volte messo l’accento sul tema dell’italian sounding. Su questo, presidente, dobbiamo impegnarci. Siamo arrivati a 100 miliardi di euro di contraffazioni del nostro made in Italy e su questo spero che anche il nostro ministro degli Affari esteri si impegni al massimo. Noi dobbiamo anche salvaguardare le nostre aziende rispetto alle crisi geopolitiche, rispetto a un’ideologia salutista che ci ha portato a concepire quella follia del nutri-score, contro la quale ci siamo battuti, e rispetto all’attacco alla zootecnia, alle produzioni importanti, come il vino, insomma all’ideologia del cibo sintetico, cui abbiamo più volte fatto cenno».

Agricoltura «Noi abbiamo sempre detto che tutelare e aiutare gli agricoltori significa tutelare l’ambiente, il paesaggio e la biodiversità, significa sviluppare il turismo e i beni culturali sparsi sul nostro territorio, significa evitare lo spopolamento di aree interne, marginali e montane, che sono una ricchezza della nostra Nazione, significa produrre cibo di qualità, significa tutelare l’occupazione. Non ci dimentichiamo che il settore agricolo occupa oltre un milione di lavoratori. Occorre non dimenticare le tradizioni antiche e la storia della nostra Repubblica e aiutare e rafforzare l’industria di trasformazione. Concludo, presidente Meloni, ringraziandola ancora e dicendole che Forza Italia sarà al suo fianco per conseguire l’obiettivo che lei oggi ha ribadito con voce ferma e chiara in quest’Aula: la strada maestra è la crescita economica duratura e strutturale. Buon lavoro!»

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