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domenica 22 maggio - Aggiornato alle 19:12

Statalizzazione Briccialdi, il sindaco nel dibattito politico: «Merito dell’istituto»

Latini: «L’amministrazione ha cercato di sostenere l’azione di presidente Pellegrini e direttore Gatti». Il Pd rilancia

Briccialdi (foto Rosati)

«La statalizzazione del Briccialdi è merito soprattutto del Briccialdi stesso, della sua storia e del suo impegno, e di chi – anche a livello politico – ha avuto la sensibilità e l’onestà di lavorare seriamente e in maniera professionale non per una parte ma per tutta la città. Quando ci sono i successi tutti tendono a farli propri, ma questa è una vittoria della città alla quale, so bene che molti hanno contribuito: come sindaco posso essere testimone del nostro impegno e del nostro lavoro con gli assessori comunali che si sono succeduti, oltre che di quanto fatto dall’ex ministro Bussetti, dai parlamentari dell’allora maggioranza che in quella fase si sono attivati con particolare efficacia e dall’esecutivo regionale che sta concretamente sostenendo l’istituto. Del Briccialdi dobbiamo essere orgogliosi tutti, perché è un patrimonio della città». Così il sindaco di Terni Leonardo Latini.

Briccialdi Terni «È un giorno importante per la città, un giorno atteso da molto tempo e frutto di un lavoro, una procedura e un impegno complessi, portati avanti con passione, soprattutto da parte del presidente Letizia Pellegrini e del direttore Marco Gatti, insieme a tutti coloro che hanno lavorato per questo risultato che ringrazio di cuore a nome di Terni» ha detto ancora il primo cittadino. Il Briccialdi, istituzione cittadina con una tradizione secolare, viene elevato al rango di istituto statale di alta formazione, con tutte le prospettive di sviluppo che questa nuova situazione apre per l’istituto stesso e per l’intera città. Come amministrazione comunale – ha proseguito – fin dal nostro insediamento, nel 2018, siamo stati ben consapevoli del valore e del ruolo essenziale per la cultura del Briccialdi nella nostra comunità e abbiamo cercato di sostenere l’azione dei vertici dell’Istituto in un percorso che ci ha portato a continue interlocuzioni con i rappresentanti del Governo». E se da un lato Latini sembra voler dissolvere lo scontro politico, dall’altro non riesce a fare a meno di sottolineare le scelte della Lega: «Mi fa piacere ricordare in particolare l’emendamento da noi sostenuto e proposto al decreto Bonisoli che ha consentito di porre a carico dello Stato la situazione debitoria dell’Istituto, con lo sblocco dei 4 milioni da parte del Governo stesso per superare le principali difficoltà finanziarie e avviare l’Istituto verso la statalizzazione».

Partito Democratico Da via Mazzini Giulia Piccioni, in qualità di responsabile Cultura del Pd di Terni rilancia: «La statalizzazione degli Istituti di Alta Formazione Musicale (IAFM) ha riguardato istituti musicali parificati, gia trasformati in Enti Musicali parificati ai Consevatori, di tante regioni italiane. Più di una ventina circa. Alcuni con situazioni economico-finanziarie drammatiche.
Il processo di trasformazione e statalizzazione è entrato nella dimensione della costruzione dell’impianto giuridico amministrativo e della individuazione dei fabbisogni finanziari per il mantenimento degli stessi e la copertura dei costi di funzionamento, nella legislatura 2013-2018. Per iniziativa e con il lavoro portato avanti dai gruppi parlamentari di Camera e Senato del PD, dei presidenti delle commissioni competenti, dei ministri dell’Università e della Scuola e, per quanto riguarda il Briccialdi, dai parlamentari Gianluca Rossi, Marina Sereni, Walter Verini e altri, e al lavoro dei sindaci Paolo Raffaelli e Leopoldo Di Girolamo. Accogliendo con estrema soddisfazione i frutti delle politiche messe in atto negli anni precedenti, ricordiamo come sia fondamentale ora sostenere l’Istituto Briccialdi nel mantenimento dei criteri soddisfatti, agevolare attività e azioni che permetteranno all’Istituto di vivere autonomamente, di non venire accorpato a Conservatori che abbiano già l’autonomia economica richiesta e, in fine, di acquisire una dimensione di respiro nazionale».

 

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