De Augustinis

di Chiara Fabrizi

Tra l’incudine e il martello, rappresentati dal Covid hospital e dalla mozione di sfiducia, il sindaco Umberto De Augustinis tenta il riavvicinamento alla presidente Donatella Tesei dopo averla trascinata davanti al Tar dell’Umbria proprio per l’ordinanza con cui ha trasformato il San Matteo degli Infermi nell’unico presidio Dea di Primo livello interamente dedicato alla cura dei positivi.

Sfiducia e Covid hospital A lasciar intravedere la manovra, che arriva a pochi giorni dal game over della trattativa con il Partito democratico, è proprio un intervento del primo cittadino che ha avuto un «lungo colloquio telefonico» con la governatrice «sulle questioni legate all’ospedale di Spoleto e sui futuri assetti della sanità umbra» definito «particolarmente cordiale e costruttivo», oltreché «aperto e costante che parte da una considerazione condivisa: questo territorio, che comprende anche la Valnerina, non può rinunciare al suo ospedale e soprattutto ha la necessità di vedere ripristinati gradualmente i servizi sospesi a causa del Covid». Una richiesta, questa, che De Augustinis ha formalmente messo sul tavolo della Tesei ormai da mesi, ricordando periodicamente di non aver mai ricevuto risposta. L’ipotesi è che sia in corso un tiepido riavvicinamento per sciogliere il gelo che corre tra i due amministratori pubblici anche in vista del voto di sfiducia al sindaco programmato per l’11 marzo, quando approderà in aula l’atto proposto dalla maggioranza assoluta dei consiglieri.

Sindaco in sintonia con Tesei Del resto De Augustinis, archiviato il tentativo di ribaltone con il Pd, per ritrovare una maggioranza (al momento ha nove voti, ma per governare a Spoleto ne servono tredici) non può che tornare a guardare ai partiti di centrodestra che lo hanno eletto, a cominciare dalla Lega che dopo le espulsioni è rimasta con tre consiglieri. Tra l’incudine e il martello, dunque, il sindaco dice il «ragionamento sul Piano sanitario regionale punta innanzitutto a fare in modo che Spoleto non venga penalizzata nella riorganizzazione dei presidi ospedalieri e, su questo, devo dire – è il suo intervento – che le intenzioni manifestate dalla presidente vanno nella direzione da noi auspicata, ossia mantenimento dell’ospedale e potenziamento dei servizi. Sul ripristino dei servizi e, quindi, il superamento della condizione di Covid hospital, al netto delle difficoltà odierne legate all’attuale situazione dei contagi e alla possibile terza ondata, c’è la volontà di dare seguito alle nostre richieste man mano che l’emergenza rientra», naturalmente quella sanitaria, che ha tempi purtroppo più lunghi di quella politica, su cui il giorno della verità è fissato per l’11 marzo.

@chilodice

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