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venerdì 28 gennaio - Aggiornato alle 07:32

Spoleto, Sisti vince con più di 900 voti di distacco: «Vivrò qui e sarò sindaco a tempo pieno»

Grifoni recupera, ma non basta: «Deluso e penalizzato da astensionismo». Primo cittadino col maglione dei “nativi” si impone in 31 sezioni e in due c’è il pareggio

Andrea Sisti (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Col maglione dei “nativi”, non quelli spoletini, ma gli indiani d’America Hopi, il sindaco Andrea Sisti (53,2 per cento) si presenta in Comune, chiudendo in un cassetto l’amuleto della sua residenza a Perugia utilizzato con insistenza nelle ultime due settimane da Sergio Grifoni e i suoi (46,8 per cento). Poi, a scanso di equivoci, perché gli Hopi nella città del Festival li conoscono in pochi, assicura: «Vivrò qui e sarò sindaco a tempo pieno». Sono le ultime battute della festa di Sisti (Pd, Civici Per, M5s, Ora Spoleto ed eleggi Spoleto) che si è imposto in 31 seggi di 42, lasciandone nove all’avversario, mentre in altri due si è registrato il pareggio (seggio 8 piazza XX Settembre e seggio 30 Morro-San Nicolò), con il risultato finale che segna una vittoria con 917 voti di scarto.

FOTO: LA FESTA DI SISTI

Chiama Grifoni ed è festa A far esplodere la gioia nel comitato elettorale di via Pietro Conti è stata curiosamente la telefonata di Grifoni, che ha chiamato il neo sindaco per congratularsi a spoglio ancora in corso, alzando quindi la bandiera bianca in favore del centrosinistra che, dopo sette anni di opposizione, attendeva cautamente lo scrutinio finale per festeggiare. Prima il bacio alla moglie Sabrina, poi gli abbracci coi consiglieri eletti, quelli non eletti e il centinaio di sostenitori che, con bandiere, cori e brindisi, nel giro di un’ora, hanno raggiunto il municipio.

VIDEO: DALLA TELEFONATA ALLE LACRIME

Sindaco piange in Comune Qui Sisti è stato accolto dalla commissaria straordinaria Tiziana Tombesi, che amministra il Comune di Spoleto dalla metà del marzo scorso, oltreché da diversi dipendenti comunali, poi nella sala Dello Spagna, davanti a un centinaio di persone, ha pianto. Sopraffatto dalla commozione ha ammesso che «era molto tempo che non avevo un’emozione così forte» e ha voluto dedicare «il primo pensiero – sono state le sue parole – a mia madre, a tutta la mia famiglia e alla mia squadra, che ha impostato una campagna elettorale con il sorriso, lo stesso che abbiamo portato in ogni frazione e che i cittadini troveranno in Comune, perché saremo dialoganti con tutti, specie con chi ha perso, perché è anche con loro che vogliamo costruire questo progetto».

INTERATTIVO: IL NUOVO CONSIGLIO COMUNALE

«Vogliamo lavoro buono» Il sindaco ha parlato di anni cruciali, affermando che «Spoleto ha di fronte una sfida importante, come ce l’ha il paese, ed è dalle comunità che dobbiamo ripartire. C’è bisogno – ha proseguito – di lavoro, impresa e soprattutto di una città che dia un segnale fortissimo a chiunque voglia investire sull’ambiente, perché – ha detto – vogliamo lavoro buono, che non non sia contrapposizione con la salute, che è un diritto di tutti e dobbiamo garantire sul territorio». Sulla sanità il neo sindaco ha ribadito che «Spoleto non vuole solo un ospedale che funzioni, ma che curi bene le persone, che dia veramente un contributo alla nuova politica della salute, che è il benessere».

Astensione da record A dover far riflettere tutte le forze politiche, comunque, è il dato dell’affluenza che macchia il ballottaggio: a Spoleto ha partecipato al secondo turno meno del 50 per cento degli aventi diritto, precisamente il 48,4 per cento, ossia hanno votato circa 3 mila persone in meno di quelle che si erano recate ai seggi il 3 e il 4 ottobre (58,1 per cento). Meno pietoso, ma comunque in negativo, il confronto con l’affluenza degli ultimi ballottaggi: nel 2018 a votare al secondo turno era stato il 52,8 per cento degli aventi diritto, mentre nel 2014 il 52,6. Guardando ai seggi, in particolare, l’affluenza più alta si è registrata alla sezione di Pompagnano (55,8) e al 19 di via Visso (54,8), mentre la più bassa al seggio 1 di piazza XX Settembre (37,5) e al 4 sempre di piazza XX Settembre (40,2).

Grifoni recupera, ma non basta Già martedì Sisti potrebbe essere proclamato sindaco, mentre occorrerà qualche giorno in più per il passaggio di consegne con la commissaria Tombesi. La ricognizione dei 42 seggi, intanto, segnala la vittoria del sindaco sia in centro che nelle frazioni, specie in quelle dell’Alta Marroggia, sempre decisive, dove il neo sindaco si è imposto in tutte. Grifoni, dal canto suo, ha recuperato parecchio terreno, crescendo anche più di Sisti tra il primo e il secondo turno, precisamente incrementando il proprio tesoretto di oltre 2.400 voti, che gli hanno permesso di ridurre la distanza che lo separavano dal primo cittadino, ma non di colmarla.

VIDEO GRIFONI: «DELUSO» 

«Deluso e penalizzato da astensionismo» «Sono deluso, perché l’impegno profuso volontariamente in questi anni a favore della città non è stato ripagato, ma sono estremamente rispettoso della decisione dell’elettorato» ha detto a caldo Grifoni nella sua sede di viale Martiri della Resistenza, spiegando di aver chiamato Sisti per fargli «i complimenti e invitarlo a mantenere tutte le promesse che ha fatto in campagna elettorale». Grifoni che ha fatto, come Sisti del resto, della pacificazione la colonna centrale della campagna elettorale, garantisce che «non mancherà il mio contributo alla città». A pesare, a suo dire, «è stata l’astensione, che penalizza chi opera in un’area moderata di centrodestra», mentre a chiedergli se la sconfitta, alla luce della sfiducia di De Augustinis, è più del centrodestra che sua, il candidato risponde: «Hanno inciso i litigi che ci sono stati in città e ovviamente nel centrodestra sono state di più le persone coinvolte, visto che amministravano, e per questo in un certo senso il risultato ha anche un elemento appagante, perché molti voti sono arrivati sulla persona», ossia dando fiducia a Grifoni.

VIDEO ZAFFINI: «DISSIDENTI DI CENTRODESTRA PIù FORTI» 

Zaffini: «Famiglie di destra hanno votato Sisti» Sulla scelta di non apparentarsi il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, il senatore spoletino Franco Zaffini, ammette che «forse siamo stati un po’ troppo precisi nel voler fare pulizia politica», ma in ogni caso non nasconde «l’amarezza e il dispiacere per il risultato, ma – sostiene – siamo di fronte a un percorso nuovo: Sisti è una persona perbene e spero che da qui riparta una Spoleto diversa, con meno veleni e trasversalismi, perché non c’è dubbio che ha vinto il Pd». Sul conto che gli elettori gli hanno presentato dopo la cacciata di Umberto De Augustinis, Zaffini non esita a dire che «l’amministrazione di Sisti sarà sicuramente migliore di quella sfiduciata», per poi commentare che «i dissidenti di centrodestra sono stati più forti di quelli di centrosinistra», evidenziando la presenza di «famiglie di destra da due generazioni che hanno votato Sisti e si dicono pubblicamente contente per la sua elezione».

@chilodice

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