di C.F.
Segreteria ristretta a dieci membri a cui si sommano altrettanti membri permanenti. È questo l’assetto scelto dai democratici ducali, di concerto con i vertici provinciali e regionali, per mettere a punto l’operazione di «rilancio» di viale Trento e Trieste.
A sedere nel nuovo esecutivo saranno Valia Fedeli Alianti (avvocato), Gianfranco Bellini (dipendente Asl), Alessandra Cetorelli, Paolo Di Loreto (consigliere politico della presidente Catiuscia Marini), Giorgio Dionisi (ex.presidente Vus) , Alberto Fittuccia (ingegnere), Claudio Frascarelli (presidente dell’Assemblea comunale del Pd), Maria Rita Palazzi (commercialista), Giampiero Proietti, Fausto Stocchi. Solo tre le donne, di cui due già membri della vecchia segretaria, a fronte dei dieci uomini e soprattutto delle ambizioni della vigilia che parlavano di un’ampia presenza di giovani, praticamente assenti con l’eccezione di Alessandra Cetorelli, e di donne per l’appunto.
In qualità di invitati permanenti sono membri anche: Dante Andrea Rossi (segretario provinciale Pd), Daniela Tosti (consigliere comunale), Marco Trippetti (capogruppo Pd), Amedeo Marcelli (segreteria regionale), Fausto Libori (portavoce del sindaco Daniele Benedetti), Vilma Fiata (coordinatrice di circolo), Roberto Tulli (coordinatore di circolo), Francesco Passeri (consigliere comunale), Giacinto Tiberi (consigliere comunale), Italo Lucentini.
Gli obiettivi Nelle intenzioni il nuovo assetto «completa una fase di riorganizzazione improrogabile, permettendo di affrontare con forza ed efficacia le sfide e i problemi del territorio, a cominciare dalla situazioni di crisi che si moltiplicano nelle aziende del comprensorio». Con quali strumenti si intende incidere in una fase cruciale il Pd precisa: «Bisogna offrire una via di uscita ai lavoratori, per la quale sarà necessario l’apporto concreto di Provincia, Regione e istituti di credito locali, sulla cui reale vocazione territoriale saranno presto messi alla prova. È necessario che il partito e le istituzioni – prosegue la nota ufficiale dei democratici – siano vicini ai lavoratori anche fisicamente, andando nei luoghi simbolo del lavoro e della sua crisi. Sono gesti sì simbolici, ma insieme concreti, testimoni di una città unita nell’affrontare i problemi».

