di Chia.Fa.
Il caso del nuovo ascensore dell’ospedale di Spoleto finisce in consiglio regionale. A portarlo all’attenzione della presidente Stefania Proietti, che ha la delega alla sanità, il consigliere Stefano Lisci (Pd) che ha depositato un atto per capire quando riprenderanno i lavori per realizzare l’opera finanziata, tra progettazione e lavori, da una pluralità di soggetti del territorio, dall’associazione Parenzi fino alla Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto.
La vicenda sollevata da Lisci, che sarà discussa giovedì in aula, scaturisce dalla risoluzione in danno del contratto che la Usl 2 ha siglato nell’ottobre 2024 con un’impresa di Acireale (Catania) per la realizzazione dell’ascensore con scala di collegamento tra il parcheggio della palazzina Micheli e l’ingresso dell’ospedale di Spoleto. L’aggiudicazione, finanziata anche da Comune di Spoleto e Usl 2, valeva circa 165 mila euro e prevedeva 210 giorni naturali e consecutivi per ultimazione dei lavori, che sono stati consegnati il 6 febbraio 2025 all’impresa siciliana.
Tuttavia, il cantiere ha avuto parecchi problemi tanto che, arriviamo all’8 ottobre 2025, una delibera del direttore generale della Usl 2, Robero Noto, metteva nero su bianco le «gravi criticità riscontrate in fase esecutiva e debitamente documentate», disponendo contestualmente «la risoluzione contrattuale in danno». Il successivo «verbale sullo stato di consistenza» segnala che «risultano eseguite e contabilizzate alcune opere», si va dai «pali di sostegno della nuova scala e di contenimento del terreno per l’inserimento della torre ascensore» alla «realizzazione delle pareti perimetrali della torre ascensore fino all’altezza di circa 6 metri».
Preso atto degli interventi eseguiti, gli uffici tecnici della Usl 2 «al fine di garantire il completamento dell’intervento, hanno ritenuto di procedere all’affidamento dei lavori residui per 146 mila euro» in favore del «secondo operatore economico della graduatoria», ossia un’impresa di Afragola (Napoli), che ha poi «comunicato l’accettazione delle condizioni di prima aggiudicazione e quindi del ribasso del 18,96 per cento». Il cerchio è stato almeno sulla carta chiuso con un’altra delibera del dg Noto, datata 23 dicembre 2025, dava l’ok all’assegnazione all’impresa campana, segnalando che per il completamento degli interventi residui sarebbero stati necessari altri 158 giorni.
In questo quadro si inserisce l’iniziativa del consigliere regionale Lisci, che segnala come «i lavori siano fermi ormai da mesi e sia necessario riprenderli al più presto». L’interrogazione dell’esponente Pd punta a «conoscere le tempistiche di riavvio, il cronoprogramma dei lavori e lo stato delle procedure avviate dalla Usl 2 verso la prima ditta». Il consigliere, infine, col suo atto sottolinea che in ballo c’è «un’opera di notevole importanza per l’accessibilità dell’ospedale di Spoleto, che è anche frutto di una precisa istanza dei cittadini, fatta propria dall’associazione Giovanni Parenzi, che ha finanziato il progetto con i fondi del 5 X 1000, mentre la realizzazione è cofinanziata da Usl 2, Comune di Spoleto (25 mila euro, ndr) e Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto (30 mila euro, ndr)».
