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venerdì 6 agosto - Aggiornato alle 00:15

Spoleto, sul caso del 13enne accertamenti del ministro: «Se rispondesse al vero, tolleranza zero»

Bianchi accende un faro sulla vicenda mentre Fratoianni presenta un’interrogazione Fratoianni. L’ex ministra Azzolina: «Grave e vergognoso»

La classe di una scuola

Il Ministro del­l’Istruzione Patrizio Bianchi ha disposto una serie di accertamenti sul presunto caso di razzismo in una scuola media di Spoleto dove, secondo la denuncia del padre di un 13enne, una insegnante di sostegno avrebbe detto ai compagni di classe del ragazzino che «Bisogna isolare lo scimpanzé, non dovete parlare con lui».

«BISOGNA ISOLARE LO SCIMPANZÉ»

Il ministro «Ho sentito poco fa il Ministro – spiega il parlamentare umbro del Pd Walter Verini – che mi ha confermato di avere già disposto accert­amenti». «Quanto denuncia­to – continua – è incredibile nel­la sua estrema gravi­tà. Il razzismo bull­ista è una delle pia­ghe con le quali ci scontriamo ogni gior­no ma assume una gravità assoluta se si verifica all’interno di istituzioni scol­astiche ed educative. Per questo è ur­gente che si verific­hino scrupolosamente i fatti. Il ministro mi ha detto che non si debbono fare “p­rocessi in piazza” ma che ci vuole tolle­ranza zero se quanto denunciato risponde­sse alla realtà».

Azzolina e Fratoianni A intervenire sul caso, sabato, è stata anche l’ex ministra Lucia Azzolina: «Grave e vergognoso. Ma che accada a scuola è anche peggio. Perché proprio a scuola – ha scritto su Facebook – i docenti dovrebbero invece educare al rispetto, non certo alimentare discriminazioni». Dai banchi di Sinistra Italiana invece il segretario Nicola Fratoianni ha annunciato di aver presentato un’interrogazione sul caso: «Chiederò al ministro Bianchi – dice – che che venga immediatamente attivata dall’Usr un’ispezione in quella scuola, e che prenda tutte le iniziative necessarie affinché episodi cosi vergognosi non si ripetano».

Provvedimenti «Faccio davvero fatica a capire cosa ci sia di educativo – dice – nel definire un ragazzo, evidentemente colpevole di avere la famiglia originaria del Nord Africa, scimpanzé. È evidente che un docente che usa questo linguaggio deve essere immediatamente messo alla porta di qualunque scuola». «Ha fatto bene la famiglia a denunciare alla magistratura – prosegue in una nota – questa vicenda, anche se il danno psicologico per il ragazzo è inimmaginabile. Comportamenti di questo genere non possono avere cittadinanza e/o giustificazione nella scuola italiana». «Quello che ora vorrei sapere – prosegue Fratoianni – è quali provvedimenti abbiano preso le autorità scolastiche, sin da quando è accaduto l’episodio, e se ne siano accaduti altri».

 

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