Maura Coltorti, segretaria comunale di Rifondazione

Umbria24 in vista del voto del 10 giugno ha sottoposto ai quattro candidati sindaco sette domande su altrettanti temi ritenuti strategici per il futuro di Spoleto. Le interviste saranno pubblicate progressivamente. Di seguito quella alla candidata sindaco Maura Coltorti, appoggiata dalla lista Sinistra per Spoleto.

di Chiara Fabrizi

Iniziamo dal principio. Perché si è candidata sindaco?
Mi sembra giusto dire chi sono e quale il mio percorso politico: sono la segretaria del Partito di Rifondazione Comunista di Spoleto da anni, sono membro del Comitato politico Nazionale di questo partito, candidata al Senato nelle ultime elezioni politiche Nazionali con la lista Potere al popolo. Già 4 anni fa, ero la candidata Sindaco della lista Sinistra per Spoleto, una lista civica che vede tra i suoi candidati, oltre ad iscritti del PRC anime provenienti dal mondo del lavoro, della cultura e dell’associazionismo spoletino. Credo che la coerenza sia un valore ed è esattamente con questo spirito che ho accettato di essere il volto di questa lista. Amo la mia città, la vivo, conosco i miei concittadini, i loro bisogni e desideri. Vorrei che la mia bellissima città sia un posto ove i diritti, la solidarietà, la difesa dei beni comuni e dell’ambiente siano le caratteristiche che possano in futuro distinguerla dai tanti splendidi luoghi del nostro Paese. Il tempo della delega credo sia finito. Siamo 22 persone che si sono messe al servizio della loro città, con non troppe speranze ma di certo con la profonda convinzione che ci sia bisogno di un radicale cambiamento di rotta. Navigare a vista non basta.

In caso di vittoria, quali sarebbero le tre misure che farebbe nei primi cento giorni di amministrazione?
La prima cosa da fare è curare l’efficientamento della macchina amministrativa. Va approvata una nuova dotazione organica del personale. Nomineremo un Assessore al Lavoro che avrà ampio mandato e prenderà subito in carico le vertenze aziendali del nostro territorio, un Consigliere delegato per la partecipazione, che curerà la revisione dello Statuto ed l’Assessore all’Urbanistica che avvierà la revisione partecipata del Piano regolatore generale. Monitoraggio ed attivazione delle azioni amministrative intraprese e da intraprendere a seguito del sisma del 2016.

Le crisi e vertenze aziendali, così come lo sviluppo economico della città, sono un tema centrale della campagna elettorale. Pur consapevoli dei limiti di un’amministrazione comunale, ci sono delle azioni che ritiene di poter attivare per incidere positivamente sull’occupazione?
Va istituito un assessorato al lavoro e convocati periodicamente consigli comunali aperti sui problemi del lavoro e dell’occupazione. Il Comune deve essere il luogo deputato a mettere insieme istituzioni e parti sociali interessate, allo scopo di individuare soluzioni per proseguire le attività senza perdere ulteriori posti di lavoro e cercarne di nuove. Va creato uno strumento nel campo delle politiche attive del lavoro, o si ridefinisce l’attuale “Sportello per l’impiego” o l’Amministrazione Comunale attiverà un suo Sportello rivolto ai cittadini domiciliati ed in cerca di occupazione.

C’è un tessuto sociale cittadino in forte sofferenza per povertà di vario genere, quali sono le misure da adottare per contrastarla?
La vera causa è la disparità sociale. L’amministrazione dovrà mettere in piedi delle azioni di prevenzione e investire nei servizi sociali e nell’assistenza. Va garantito sostegno al reddito potenziando i servizi: casa, alimenti, trasporti, rette scolastiche, con agevolazioni e fasce di gratuità. Si deve rilanciare il diritto alla casa anche utilizzando gli strumenti contro la morosità incolpevole e contenendo gli sfratti. La stessa assistenza agli anziani ed ai disabili dovrà procedere sempre più verso la forma domiciliare ampliando il ventaglio dei servizi. Nessuno deve essere lasciato solo.

Il turismo è sviluppo economico. Spoleto ha chiuso il 2017 con 92 mila arrivi e 262 mila presenze: quali sono le leve con cui intende incrementare i flussi? E quanti arrivi e presenze ritiene che, in base alle politiche turistiche che propone, Spoleto potrebbe raggiungere nel 2020?
Si deve potenziare il marketing territoriale, promuovere un turismo, culturale, verde e sostenibile (siamo tra i pochi ad avere la certificazione Emas), sportivo, congressuale (complesso di San Nicolò), enogastronomico, dello spettacolo, religioso. Valorizzare le frazioni con i loro piccoli centri storici. Incrementare i punti di informazione, rendere gratuiti i parcheggi nei giorni festivi, formare chi si occupa di accoglienza per il turismo. Occorre prevedere aree attrezzate per la sosta dei camper (l’area ex stazione Spoleto-Norcia). Va predisposto un calendario di iniziative che copra tutto l’anno.

Ipotizzando che il ministero dei Trasporti ammettesse a finanziamento un’opera strategica per Spoleto, su quale punterebbe tra il completamento della Tre Valli, il raddoppio ferroviario Spoleto-Terni e l’ammodernamento del tratto di Flaminia Spoleto-Terni?
L’Umbria non ha bisogno di altre strade o autostrade, occorre migliorare il trasporto ferroviario. Per questo siamo convinti che sceglieremmo il raddoppio della ferrovia Orte Falconara con il completamento dei tratti Foligno- Falconara e Spoleto-Terni. La ferrovia può diventare una risorsa per il territorio e per il turismo. L’opera è strategica per i collegamenti tra la dorsale Milano Roma e la direttrice adriatica. Importante è potenziare i servizi ai pendolari e l’accesso all’alta velocità (Frecciarossa).

Spopolamento, azzeramento commerciale e mobilità alternativa: come crede di riuscire a far rinascere il centro storico tutto l’anno? Le frazioni a Spoleto sono 102: come intende assicurare la manutenzione delle strade, del verde e delle aree attrezzate esistenti?
Riempire di vita le strade è ciò che vogliamo. Incentivi per il recupero di immobili abitativi e commerciali, abbassamento delle aliquote sui tributi, introduzione di agevolazioni per commercio e artigianato. È sbagliato pensare che la chiusura del centro storico sia penalizzante per le attività commerciali, quindi proporremo la definitiva chiusura al traffico. Periferia e frazioni vanno riconnesse alla città potenziando il trasporto pubblico. La manutenzione delle strade deve essere assicurata dagli enti preposti e il Comune deve assumerne il coordinamento restituendo centralità all’ASE e affidando magari la gestione delle aree attrezzate ai residenti.

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