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venerdì 17 settembre - Aggiornato alle 21:00

Spettro buco di bilancio per il Covid-19: alla sanità dell’Umbria mancano almeno 30 milioni

In corso la ricognizione delle spese sostenute per l’emergenza e attesa la quantificazione del governo per la copertura

Tesei e Coletto

Mancano almeno 30 milioni di euro nelle casse della sanità dell’Umbria, ma la quantificazione del disallineamento dei conti non è stata definita e il computo potrebbe anche salire, perché, ad esempio, la gestione dell’emergenza Covid-19 ha avuto un costo stimato in circa 40 milioni di euro. La notizia è riportata dai quotidiani.

Spettro buco di bilancio per il Covid-19 La ricognizione sulle spese per la pandemia è tuttora in corso, come hanno confermato ieri in conferenza stampa sia l’assessore regionale Luca Coletto che il neo direttore regionale Salute e welfare Massimo Braganti, così come occorre ancora capire quale sarà l’erogazione del ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) a copertura dell’esborso che ha finora permesso di fronteggiare il virus. Tuttavia, che i conti nelle casse della sanità fossero in forte affanno era già emerso l’autunno scorso, anche se ora i nodi sono prossimi ad arrivare al pettine a causa delle scadenze contabili all’orizzonte, ossia l’approvazione dei bilanci slittata da fine aprile a fine giugno.

In Umbria mancano almeno 30 milioni Nel frattempo, però, la cautela in Regione è massima e, in questo senso, Coletto e Braganti hanno detto che «ancora non ci sono numeri definitivi e senza quelli per il momento non si può parlare di disavanzo». Ma lo spettro del buco di bilancio per l’emergenza Covid-19 c’è. Anche per questo l’assessore alla Sanità cerca di giocare di anticipo con le forze di opposizione, quando dice che «in passato ci sono stati dei buchi, non è una novità», per poi tornare al «2016, quando si è ricorsi a una sorta di piano straordinario». Si aspetta il conto sulle spese sostenute in Umbria per il Covid-19 e pure la quantificazione dei trasferimenti del governo, poi si tireranno le fila.

Il Pd A intervenire sul caso è anche la consigliera regionale del Pd Donatella Porzi in una nota sottoscritta dagli altri consiglieri dem: «Gettare fumo negli occhi degli umbri – dicono – parlando di buco di bilancio in sanità che risalirebbe fin al 2016, sembra essere diventato uno sport per l’assessore regionale Coletto che, invece di guardare alle proprie responsabilità, non fa altro che volgere lo sguardo al passato. L’equilibrio dei nostri bilanci è stato certificato dal Mef, dalla società di rating regionale, dai revisori dei conti regionali e dalla Corte dei Conti nei giudizi di parifica, oltre che dai collegi sindacali delle aziende sanitarie. Tutto il resto sono pura propaganda».

Conti in ordine «Le dichiarazioni di Coletto – spiega Porzi – appaiono fuori luogo. Si cerca infatti di mascherare le responsabilità di questa amministrazione a guida leghista, addossandola a quella precedente. L’amministrazione regionale di centrosinistra ha lasciato i conti perfettamente in ordine, per di più bollinati, certificati e pluricertificati. L’equilibrio e la solidità dei bilanci precedenti sono stati certificati dai soggetti preposti, tanto da essere confermata regione benchmark. E all’assessore Coletto, che ha presieduto la commissione Salute, con l’Umbria vicepresidente, tutto questo non dovrebbe sfuggire».

Cortina di fumo «Il resto – prosegue Porzi insieme agli altri consiglieri dem – appare una sterile cortina di fumo, tesa a nascondere le proprie responsabilità. Cosa che appare anche chiara dalla fuga alle mie due interrogazioni sul tema, presentate e rimaste senza risposta. Attendiamo che sia fatta chiarezza, anche alla luce del grande apporto di risorse arrivato dal Governo per la gestione della pandemia. Gli umbri meritano di sapere la verità, senza mistificazioni».

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