Palazzo Spada (foto Rosati)

Il Movimento cinque stelle è l’unico già pronto per affrontare la sfida delle amministrative di Terni e silenziosamente aspetta la data del voto per svelarsi definitivamente; il centrodestra probabilmente sta ancora valutando al suo interno la figura più spendibile come candidato sindaco e cerca di smorzare voci che corrono incontrollate sul toto-nomi ma è forte della vittoria di coalizione incassata alle politiche. Nel centrosinistra la situazione è un po’ più complessa: se da un lato la forza ‘faticosamente trainante’ del Pd cerca di ristabilire una coalizione, c’è già chi si chiama fuori: Liberi e uguali vuole segnare infatti un segno di rottura: «Riteniamo definitivamente superata l’alleanza di centrosinistra che per lunghi anni ha guidato Terni». Rifondazione comunista ritiene imprescindibile una condizione: «Ripartire da zero, escludendo dalle liste chiunque abbia già ricoperto incarichi politici». Già nel 2014 Prc partecipò con una lista propria. E Terni valley? Qualcuno da via Mazzini pare abbia fatto il nome del presidente Alessandro Gentiletti come papabile candidato sindaco; lui risponde con un video.

Elezioni amministrative Terni «L’appuntamento elettorale di maggio – scrive Leu – riveste per la città di Terni straordinaria importanza, sia per la particolarità del momento anche per la inedita condizione determinatasi in città, con le dimissioni del sindaco Di Girolamo, il commissariamento e la dichiarazione di dissesto dell’ente. Le responsabilità del Partito democratico che negli ultimi anni ha governato la città sono evidenti e gravi, e rischiano di consegnare la città a forze populiste e di destra. L’appuntamento elettorale può quindi anche essere una straordinaria occasione di svolta, di netta rottura con modalità di governo chiuse ed autoreferenziali che hanno creato un solco profondo con l’intera popolazione. Liberi e Uguali, forza autenticamente di sinistra, che si richiama ai valori di libertà, democrazia, uguaglianza e solidarietà, intende stare in campo, con una sua proposta politica  programmatica che indichi con chiarezza e discontinuità le priorità per l’apertura di una nuova fase del governo della città, che abbia al centro della propria azione la lotta alle disuguaglianze».

Rifondazione comunista Terni «Nel 2014 – scrive Lorenzo Carletti di Prc – sostenuto da una generosa collettività politica, riscontrata l’autoreferenzialità e la lucida pericolosità di un sistema politico e di potere volto a riprodurre essenzialmente se stesso, ho scelto di rompere un alleanza venticinquennale per aprire una nuova strada, una nuova sfida, una nuova storia dopo la fine della storia del centro sinistra, che oggi si manifesta tragicamente nel tracollo economico, sociale, produttivo e culturale in cui la nostra città sprofonda, desertificata e priva di certezze e prospettive, piegata in un vortice di commiserazione ed abbattuta dal dissesto finanziario.  Riscontrare che oggi quella strada di costruzione dell’alternativa, di messa in discussione delle certezze viene considerata da larga parte della sinistra politica e sociale l’unica via percorribile per assorbire l’anomalia tutta italiana dell’assenza di un campo politico antiliberista, autonomo ed alternativo sul piano dell’analisi della società e della proposta, aggregante e non autoreferenziale, è una medaglia che non esito ad appuntarmi al petto.  Avevamo ragione, ma non basta. Con questo spirito come comunisti abbiamo aderito al progetto di Potere al Popolo e il nuovo motto è ‘Azzerare per ricominciare’».

 

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