di Marta Rosati

‘Chi non salta è comunista’ e intanto una fiumana di persone sale le scale di Palazzo Spada per dispiegare il gigantesco tricolore da una finestra del Comune su piazza Europa. Un drappello di persone, oltre il cortile della sede dell’ente intona ‘Lallo Lallo’; qualcun altro stappa bottiglie per il brindisi; e tutt’attorno volti sorridenti, sguardi che si cercano e abbracci che si stringono, mentre la stampa tempesta di domande il nuovo sindaco di Terni Leonardo Latini.

Il primo cittadino di Terni è Leghista Questa l’atmosfera nella notte tra domenica e lunedì in piazza Ridolfi, mentre nella sede del Movimento Cinque stelle i riflettori sono già spenti, dopo le dichiarazioni dello sconfitto Thomas De Luca che per tutta la settimana ha scelto di non dire altro: come dire, silenzio post-elettorale . L’ultima sfida politica ha visto fronteggiarsi il Centrodestra  e i grillini: per la prima volta nella storia di Terni, sinistra esclusa dal ballottaggio e ai piedi di palazzo Spada c’è chi propone «un minuto di silenzio per il Pd defunto». In campagna elettorale, nessuno ha lesinato insulti al partito di via Mazzini, neppure gli ex democratici, tantomeno le forze politiche di estrema sinistra, quasi non fosse già abbastanza debole di suo, visto il triste epilogo anticipato dell’amministrazione Di Girolamo, le vicende giudiziarie, le continue lotte interne e la quadra sul candidato sindaco trovata in palese ritardo rispetto a tutti gli altri competitors, con un’area che si è fatta da parte rimanendo alla finestra ad assistere a quello che il portavoce del centrodestra nell’Assemblea legislativa Marco Squarta definisce «lo sbriciolamento del dominio Pd».

Elezioni amministrative Terni 2018 Che al ballottaggio arrivassero Cdx e M5s, sotto sotto, lo sapevano tutti ma che Latini sfiorasse la vittoria già al primo turno, inchiodando il giovane e impavido De Luca ad un misero 25%, questo forse nessuno se lo aspettava. Ecco dunque che in vista della seconda chiamata alle urne, anche la campagna elettorale ha assunto toni differenti, più ideologici, tanto che il candidato Cinque stelle si è ritrovato a cavalcare l’onda antifascista. Non che non sia nelle sue corde, eskimo e kefiah nel suo armadio non mancano, ma insomma nessuno dimentica che definì ‘civica’ la sua lista di candidati, in pieno stile grillino. Non è bastato.

Sconfitto il M5s A penalizzarlo, Thomas in primis ne è consapevole, lo scenario nazionale: il Movimento si è ‘macchiato’ dell’alleanza con la Lega per avere i numeri in parlamento; così, molti elettori Cinque stelle hanno letto la strategia del contratto. Non solo; Di Maio ha pure teso la mano al Pd prima di ‘sposare’ Salvini. Mosse che hanno cambiato sensibilmente gli umori dell’elettorato giallo, molto probabilmente nascosto anche in quel 50% che non ha preso parte al voto di Terni: mezza città è rimasta a casa; nessuno dei due candidati è riuscito a far breccia su quei cittadini e lo spoglio ha consegnato alla Conca un’amministrazione dai ‘colori confusi’: sui social i più la definiscono verde, ma i leghisti rivendicano la metamorfosi del Carroccio targato Salvini in blu, mentre ‘i rossi’ la chiamano ‘nera’, e non servono spiegazioni.

Chiamatelo Lallo, non chiamatelo Leo Quel che è certo è che nell’aula consiliare per i prossimi cinque anni ci sarà tanta Lega, passata da zero a tredici consiglieri più il primo cittadino, volto gentile e parole sempre pesate, confronti mancati, preoccupazioni diffuse ed entusiasmi assai frenati fino a ‘La festa a lungo attesa’, per dirla con Tolkien che il sindaco ama particolarmente. Per la satira di Sdremmarina, a Terni d’ora in poi c’è tanta Padania. Lunedì mattina ci si è svegliati ‘polentoni’ come si legge da più parti sui social, ma tanto per dirla con il civico puro di questa campagna elettorale (Andrea Rosati) ‘le buche non sono né di destra né di sinistra’. La speranza insomma è che Leonardo Latini sia il sindaco di tutti e faccia il bene della città; a scanso di equivoci però chiamatelo Lallo e non Leo. Quest’ultima è l’indimenticabile abbreviazione del nome dell’ex sindaco Leopoldo Di Girolamo: il Pd, per l’analisi del voto si riunirà giovedì. Il presidente dell’assemblea comunale Sandro Piccinini ha già da tempo fatto un passo indietro, qualcun altro lo seguirà? Non resta che attendere, la governatrice Marini ha chiesto «un nuovo progetto».

@martarosati28

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