Leonardo Miccioni (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Un sabato tremendo, che si chiude con le parole dell’architetto Bruno Gori: «Non mi candiderò a sindaco, avevo dato la disponibilità ma sono sopraggiunte questioni personali». Esce di scena così il professionista che la minoranza Pd ha contrapposto alla candidatura dell’assessore alla cultura Camilla Laureti, ma che soprattutto sabato mattina Maurizio Hanke ha indicato con una nota stampa come il candidato sindaco della sua lista civica Spoleto Sì (nel 2014 prese il 3,69%) e di altre formazioni.

Hanke candida Gori poi fa retromarcia Quella che è sembrata una fuga in avanti, verso lo scisma del Pd è durata in realtà meno di tre ore, con lo stesso Hanke che, sempre con una nota stampa, ha fatto un passo indietro, «precisando che la convention di Spoleto Sì, in programma domenica alle 17.30 a Valle Rosa, Bruno Gori non parteciperà come candidato sindaco». A motivare dopo colloqui e riunioni susseguitesi in giornata e in vari ambienti, socialisti compresi, è lo stesso Gori: «É vero che mi ero reso disponibile a ragionare su un progetto di candidatura, ma questioni di natura personale maturate negli ultimi giorni – dice Gori – mi impediscono di riservare alla città l’impegno importante che merita, per cui non posso candidarmi né – conclude – ripensarci».

Pd, avvertimento di Miccioni L’annuncio di Hanke della candidatura a sindaco dell’architetto Gori, che la minoranza Pd aveva proposto al segretario comunale Matteo Cardini, ha fatto scattare l’allarme a Perugia e l’avvertimento del segretario provinciale Leonardo Miccioni: «Considero grave – continua Miccioni – che oggi qualcuno presenti una candidatura autonoma fuori dal Pd, mettendo da parte l’interesse generale, della città prima ancora che del Pd. È evidente che se questa scelta dovesse essere confermata, anche per rispetto delle regole che ci siamo dati oltre che delle persone che rappresentiamo, dovremo considerare chiuso il percorso all’interno del Partito Democratico di quanti sceglieranno di sostenere progetti altri e alternativi, che rischiano di produrre fratture profonde e di interrompere un percorso di rinnovamento e di cambiamento». Occhi puntati sull’assemblea del 7 maggio.

@chilodice

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