di Daniele Bovi, Massimo Colonna e Chiara Fabrizi

Tre partite aperte, anche se gli elementi in grado di far pendere la bilancia da una parte o dall’altra non mancano. Dopo il primo turno del 10 giugno oggi 131 mila umbri sono chiamati nuovamente al voto per scegliere il loro sindaco. La maggior parte di loro si trova a Terni, 89mila elettori, che è la città non solo numericamente ma anche politicamente più importante, 30 mila a Spoleto e 12 mila a Umbertide, la ‘Piccola Russia’ che per il Pd umbro ha un peso simbolico notevole. Di sicuro per i dem la disfatta del primo turno a Terni è pesantissima, e da sole le vittorie negli altri comuni non riescono a compensare il tracollo nella Conca; detto questo, è chiaro che un successo a Spoleto con Camilla Laureti (appoggiata da Maria Elena Bececco, vicesindaco uscente della giunta civica di centrodestra del compianto Fabrizio Cardarelli), e a Umbertide con Paola Avorio sarebbe una boccata d’ossigeno dopo la batosta del 4 marzo, che permetterebbe di guardare con un po’ più di ottimismo ai prossimi mesi.

Qui Terni Con il 49,2% ottenuto al primo turno Leonardo Latini, il candidato sindaco della coalizione del centrodestra, ha i numeri dalla sua parte. Sull’altro fronte Thomas De Luca, il nome scelto dal Movimento Cinque Stelle, nelle ultime due settimane ha lanciato la rimonta partendo però dal 25%. Servirà un’impresa, cifre alla mano, per colmare il gap definito dal voto del 10 giugno. Ed ecco dunque che l’aria a Palazzo Spada tira dalla parte del centrodestra, anche se alcuni elementi, in primis l’astensione registrata al primo turno (quanti indecisi o astenuti avranno convinto i grillini?) potrebbero costituire la base per la “remuntada” Cinque Stelle, che a oggi comunque appare complicata anche se non impossibile, come dimostrano alcuni elementi. Dalla sua De Luca ha anche il supporto dei dem, esplicitato dalla presidente della giunta regionale Catiuscia Marini, ma non è chiaro quanto questo elemento potrà pesare nella partita.

Qui Spoleto Sfida dall’esito incerto a Spoleto dove la partita del ballottaggio per la fascia tricolore tra Umberto De Augustinus (37,2%) e Camilla Laureti (33,9%) è sostanzialmente aperta. Laureti una settimana fa al fotofinish si è apparentata col polo civico di Maria Elena Bececco (25,5%) ma qualche malumore sull’alleanza si è innescato. Dopo la debacle della mancata presentazione della lista, il M5s non ha dato indicazioni di voto ma ha impegnato i due candidati su sedici punti, entrambi hanno aderito. Anche Maura Coltorti ha lasciato libertà totale si propri elettori (3,3%), specie dopo che da Rifondazione hanno sostenuto che anche in caso di vittoria Laureti-Bececco non spetterebbe un seggio a Sinistra per Spoleto.

La ‘Piccola Russia’ La situazione di Umbertide non può essere letta senza capire quanto successo alcuni mesi fa, con la faida tutta interna al Pd che ha portato al siluramento del sindaco (Pd) Marco Locchi e all’arrivo del commissario Castrese de Rosa, che venerdì ha salutato la città spiegando di avere qualche suggerimento per il nuovo primo cittadino. Il collasso della giunta ha portato Locchi a creare una propria lista, che ha sfiorato il 20%, mentre i due contendenti Paola Avorio (Pd) e Luca Carizia (Lega e centrodestra) sono rispettivamente al 25,3% e al 21,7%. Benché non ci sia alcun apparentamento formale Locchi, sull’onda di quanto successo, ha scelto di appoggiare il leghista e così farà Codovini di Umbertide cambia, che ha ottenuto al primo turno il 19%. Con Avorio dunque c’è solo LeU e tutto sembra remare contro i dem, anche se chi conosce il territorio spiega che la partita probabilmente si giocherà sul filo. Di sicuro la caduta della ‘Piccola Russia’ (qui l’ex deputato Giulietti venne eletto sindaco nel 2009 col 77%) avrebbe un grande peso simbolico, ed esemplificherebbe tutte le difficoltà e le contraddizioni in cui si dibatte il Pd umbro.

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