di Chiara Fabrizi
Sospetto abuso edilizio per le opere temporanee collegate al progetto di comunicazione Eni, ovvero The Norcia live stones. Sì, perché il Comune di Norcia, con ordinanza del 28 giugno firmata dal dirigente Maurizio Rotondi, ha disposto «la sospensione dei lavori» rilevando «l’assenza del titolo abilitativo in piazza San Benedetto e via Solferino», ovvero delle autorizzazioni. Contestualmente l’ente ha inviato tutti gli atti alla Procura di Spoleto. Il caso è stato reso noto dal gruppo di opposizione Noi per Norcia, guidato dal capogruppo Giampietro Angelini, secondo cui l’amministrazione comunale ha fatto «una nuova figuraccia, prendendo di mira le strutture del progetto Eni che consentono a tutti di essere informati sullo stato di avanzamento dei lavori della basilica di San Benedetto».
Sospetto abuso edilizio per le opere del progetto Eni Tuttavia, proprio a causa dell’installazione di strutture provvisorie, anche di piccole dimensioni, la Procura di Spoleto dopo il sisma ha aperto diversi fascicoli di inchiesta, contestando modalità di costruzione e finalità delle opere, in quei casi autorizzati in deroga alle norme edilizie con semplice ordinanza del sindaco Nicola Alemanno, che per una di queste vicende è stato anche recentemente condannato. L’iter delle opere provvisorie del progetto di comunicazione Eni, che è sponsor tecnico per la ricostruzione della basilica di Norcia, sono sicuramente differenti dai precedenti costati guai giudiziari al primo cittadino, ma è chiaro che le inchieste post sisma hanno spinto gli uffici tecnici del Comune di Norcia a procedere con un elevato grado di cautela.
Ordinanza di sospensione lavori E così l’ordinanza 77 di Rotondi, che non è notificata ad Eni, ma ai soggetti incaricati di realizzare le opere, ricostruisce che «la comunicazioni di inizio lavori per l’installazione di due opere a carattere temporaneo è priva dei pareri dovuti in base alle legge regionale 21 del 2015 e del regolamento edilizio comunale». In particolare, nell’atto si legge che la pratica è sprovvista della «Vinca (valutazione di incidenza ambientale); del nulla osta dell’Ente Parco dei Sibillini e del parere della Commissione comunale per la qualità architettonica e il paesaggio». Da qui «l’immediata sospensione dei lavori» ordinata col provvedimento, che fissa anche il termine di 15 giorni dalla notifica dell’ordinanza riconoscendo «all’interessato la facoltà di presentare, per una sola volta, documenti in relazione al provvedimento definitivo da emanare».
Opposizione: «Figuraccia» In una nota i consiglieri di opposizione Angelini, Cristian Coccia, Antonio Duca e Pietro Iambrenghi parlano di «un progetto di comunicazione innovativo, presentato in pompa magna il 12 giugno scorso, che si è rivelato un boomerang per l’amministrazione comunale di Norcia, che non ha ‘controllato’ che le strutture installate a tal fine in Piazza San Benedetto e in via Solferino fossero abusive e prive delle necessarie autorizzazioni». E ora, «se entro i tempi non sarà presentata la documentazione mancante, arriverà – dicono gli esponenti di Noi per Norcia anche l’ordinanza di demolizione delle strutture». Da qui la stilettata al sindaco accusato di «un’altra figuraccia, perché – è la posizione del gruppo di opposizione – bastava assicurarsi che tutte le autorizzazioni fossero a posto prima di presentare il progetto Eni e fare tanto clamore a livello nazionale e internazionale».
@chilodice
