di C.A.
Un bel traffico, venerdì, a Narni. A darsi appuntamento nella città del Gattamelata, infatti, alle 16 a palazzo Eroli, sono un nutrito gruppo di esponenti del Pd, ma la cosa curiosa è che mica si parlerà di problemi locali, regionali o territoriali – o, se accadrà, sarà magari solo di striscio – ma di faccende tutte politiche. Ma politiche «alte», come si dice di solito.
Si parla di politica Niente sanità (al centro di polemiche proprio in questi giorni), industria o politiche sociali, insomma: il tema è «La sfida dell’innovazione nelle regioni del socialismo appenninico» – niente meno – e prende spunto da un approfondimento di un columnist del Corriere della Sera, Dario Di Vico che ha sottolineato proprio la crisi di queste zone, palesata dalle primarie e per «colpa» di Matteo Renzi, che però, come vuole il miglior fair play, o quel che è, rimarrà unito al compagno Bersani. Dal deputato Gianni Cuperlo al presidente della Regione Catiuscia Marini; dall’assessore regionale Gianluca Rossi al sindaco di Perugia Wladimiro Boccali, a quello di Narni, Francesco De Rebotti. E, tanto per condire il tutto con qualche dato, le relazioni di Alessandra Velastro della facoltà di Scienze politiche dell’università di Perugia e Luca Ferrucci dell’università dell’economia.
Le domande scomode Secondo Di Vico «nell’area, il sistema ha assicurato la qualità della vita ma sembra non aver favorito il cambiamento e in molti continuano a interrogarsi sulla novità politica delle primarie, per l’ampio consenso fatto registrare da Matteo Renzi». Pare che il 15% dei voti per il sindaco sia arrivato da elettori di centrodestra e un altro 15% da seguaci di Beppe Grillo. La fascia è individuata tra 25 e 55 anni e molti di loro sono artigiani, commercianti e partite Iva. Dalla Toscana che gli ha tributato un’ovazione all’Umbria (44%) e le Marche (42%) oltre al dato emiliano (38%) Renzi ha avuto un grande successo. «La domanda che il successo di Renzi rende attuale può essere formulata così: come mai l’alto capitale sociale non si è coniugato con un elevato tasso di ricambio? E ancora: nelle zone dove ha operato per anni la regia politica della sinistra si è prodotta una maggiore o minore apertura della società?», provoca Di Vico, lanciando il confronto nel Pd umbro a Narni.

