di Mar. Ros.

Sul tavolo un cartello con la scritta #ordinanzasubito e un angolino apparecchiato con tutto il necessario per consumare un pasto, effettivamente c’è pure qualcosa da mangiare, ortaggi nello specifico. «Se il sindaco non ritiene di dover emettere l’ordinanza, che mangi pure questa verdura, il piatto è per lui». Non si fa attendere la replica dell’assessore all’ambiente: «Già avviate le dovute procedure, nella tutela della salute dei cittadini».

Ordinanza È così che il gruppo consiliare Movimento 5 stelle torna a chiedere l’intervento del primo cittadino per impedire che i prodotti agricoli coltivati sopra a discariche industriali o di rifiuti solidi urbani che abbiano anche subito roghi, finiscano al banco del mercato e quindi nel piatto dei ternani. La direttrice strategica definita , da percorrere per giungere ad un confronto con la maggioranza e aprire le porte ad una soluzione buona per tutti, consumatori e agricoltori.

La strategia Con molta chiarezza quello che il gruppo 5 stelle chiede al Comune di Terni è innanzitutto provvedere dopo anni di ritardi  (inadempienze del Comune ammesse dall’assessore Emilio Giacchetti) ad avviare l’iter per le dovute indagini ambientali sui terreni inseriti nel Piano regionale delle bonifiche, emettere un’ordinanza che vieti le coltivazioni sulle aree in questione e successivamente provvedere, attraverso i fondi del Piano di sviluppo rurale a risarcire eventualmente i coltivatori per i danni subiti nel tempo pensando già da ora ad uno sfruttamento delle coltivazioni diverso da quello a fini alimentari prevedendo cioè il rilancio del Polo chimico in termini green.

Comunicazione Non secondario per i pentastellati il discorso informazione: «I cittadini – ha sottolineato valentina Pococacio – hanno il diritto di sapere quali sono le aree ritenute presumibilmente inquinate, è assurdo che qualcuno possa acquistare l’insalata dal vicino di casa perché di lui ci si fida e si evita la filiera, essendo ignari dei rischi». Se il sindaco Leopoldo Di Girolamo emettesse l’ordinanza per vietare le coltivazioni in zona Fiori (dove ricadrebbe la passerella della stazione ferroviaria), Maratta, Polymer ed ex cava Sabbione, è chiaro che gli agricoltori sarebbero penalizzati: «Questo non deve esistere – tuona il consigliere regionale Andrea Liberati – basta con la politica comoda, i nostri amministratori devono attivarsi per garantire in quel caso ai coltivatori una somma in danaro; se serve, la maggioranza va a Roma a parlare col governo nazionale e si sporca le mani con quello che gli compete. Qui – aggiunge – c’è un problema di sovranità alimentare».

Agenda politica Lo stesso Liberati ha annunciato che in consiglio regionale sarà discussa una mozione redatta dal M5s e condivisa in conferenza dei capigruppo a palazzo Cesaroni che investe in ogni suo aspetto la questione ambientale umbra e in particolare quella ternana, connessa coi temi della salute e del lavoro. Per il 19 ottobre è invece in programma un tavolo tecnico tra Ausl e i Comuni di Terni e Narni: «È assurdo – ammonisce De Luca –  all’ordine del giorno la querelle tra i due enti comunali per la responsabilità sul sito dell’ex cava di Sabbione e nessun accenno all’ordinanza interdittiva che richiediamo noi». I pentastellati hanno qualcosa da rispondere pure a Daniela Pimponi del Pd, che è intervenuta nel dibattito acceso proprio sulle bonifiche: «Inquietante che si trovi normale che un parco sorga sopra a zone contaminate da agenti inquinanti» ha detto il consigliere De Luca; «Non ci si può rassegnare all’inquinamento» il commento della Pococacio.

Emilio Giacchetti Nel pomeriggio di mercoledì però l’assessore all’ambiente Emilio Giacchetti replica: «In merito al piano regionale di bonifica, e alla sua attuazione, dopo un’approfondita ricognizione degli atti amministrativi – dichiara l’assessore all’ambiente – si evince che per quanto riguarda i terreni di proprietà pubblica il Comune ha già dato da tempo avviato le procedure di analisi di rischio, come da norma di riferimento. Per quanto riguarda i terreni, la maggior parte, di proprietà privata, il Comune lunedì mattina ha inviato a tutti i proprietari le notifiche che contengono i principi fissati dal piano regionale, tra i quali anche gli adempimenti a carico dei proprietari e i relativi divieti.  Gli argomenti introdotti dalla notifica saranno inoltre oggetto di approfondimento in un incontro in assessorato con i proprietari nel quale verranno approfonditi tutti i temi in questione. Tutta l‘attività e le procedure seguite dal Comune di Terni sono volte all’esclusivo interesse della tutela della salute dei cittadini e alla salvaguardia del territorio, attendendoci in questo caso anche al principio di precauzione. Ogni altro obiettivo esula dalla nostra azione amministrativa e dalla nostra persona».

Twitter @martarosati28

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