L’area di Fontivegge (©Fabrizio Troccoli)

È stata presentata alla Camera dei Deputati un’interrogazione al Ministro dell’Interno per denunciare «la drammatica carenza di organico delle forze dell’ordine in Umbria e in particolare nella città di Perugia, dove si susseguono episodi di microcriminalità, degrado urbano, spaccio e reati predatori, con particolare criticità nel quartiere di Fontivegge». E’ quanto afferma la parlamentare umbra del M5s Emma Pavanelli.

«Mentre la città – spiega in una nota la deputata – si prepara ad affrontare eventi straordinari di portata internazionale come il Giubileo e l’ottocentenario della morte di San Francesco, e mentre le forze dell’ordine continuano a fronteggiare l’ordinaria emergenza sicurezza, il ministero dell’Interno ha incredibilmente deciso di sottrarre personale alla Questura di Perugia per inviarlo a Tarvisio e Ventimiglia, lasciando il territorio ancora più scoperto».

Pavanelli definisce questa decisione come «un fatto gravissimo e incomprensibile che va ad aggravare una situazione già di forte difficoltà, come più volte denunciato dai sindacati di polizia e dagli operatori del comparto. Il governo Meloni si riempie la bocca di legalità, ma nei fatti dimostra tutta la sua inadeguatezza: non è in grado neppure di garantire l’elementare diritto alla sicurezza dei cittadini».

Quindi punta il dito contro l’esponente di Fratelli d’Italia, «il Sottosegretario Prisco», accusato di continuare «a fare passerelle a Perugia ma non muove un dito per invertire una rotta che penalizza gravemente la nostra regione».

Questo il quadro dall’osservatorio di Pavanelli, 52 anni senatrice dal 2019, poi deputata dal 2022: «Le forze dell’ordine sono allo stremo e il governo pensa a indebolirle ancora di più. E ora, persino la scelta corretta di istituire una zona rossa a Fontivegge, senza prevedere un adeguato rafforzamento dell’organico rischia di pregiudicare la sicurezza del centro storico e degli altri quartieri della città. E se davvero la zona rossa è un presidio che non necessita di personale aggiuntivo – conclude -, allora ci si chiede perché non sia stata fatta prima, visto che la situazione era nota da tempo. I cittadini umbri meritano rispetto e sicurezza, non promesse vuote e passerelle propagandistiche».

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