Il sindaco De Augustinis (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Ribaltone col Partito democratico usando la leva del rimpasto di giunta. Dopo le due settimane di silenzio seguite alla mozione di sfiducia al sindaco Umberto De Augustinis depositata da dieci consiglieri, di cui sette eletti in maggioranza, il primo cittadino ha dato seguito alle interlocuzioni con le forze di opposizione di cui aveva parlato nei giorni scorsi. L’appuntamento con il voto per mandarlo a casa è fissato all’11 febbraio, come deciso giovedì dalla conferenza dei capigruppo, che alla fine all’unanimità ha concordato di portare prima in consiglio, ossia il 4 febbraio, il Piano regolatore generale e poi votare la sfiducia.

Sindaco incontra Pd Intanto, però, De Augustinis ha accolto in Comune i quattro consiglieri del Partito democratico (Erbaioli, Laureti, Lisci e Trippetti), mentre avrebbe avviato contatti con le altre due esponenti di opposizione che non hanno firmato la sfiducia (Renzi di Ora Spoleto e Bececco di Spoleto popolare). L’ipotesi che circola in queste ore e nessuno conferma né smentisce è quella di un patto su alcuni punti programmatici per traguardare la pandemia, quindi senza arrivare al 2023, vale a dire a fine mandato.

Ipotesi gruppo misto per gli ex leghisti Sull’operazione pende la questione dei sei leghisti espulsi dalla segreteria regionale della Lega (due assessori Flavoni e Zengoni, il presidente del consiglio Cretoni, i consiglieri Militoni, Pompili, Fagotto Fiorentini) che hanno impugnato il provvedimento, ma non è escluso il traghettamento nel gruppo misto in consiglio comunale, superando così uno degli ostacoli più significativi dell’accordo, ossia un patto tra leghisti e democratici.

Ribaltone Non filtrano veti dai tre civici di Laboratorio, la lista del sindaco, mentre è da capire se l’operazione ricompatterebbe Forza Italia o se Ugolini rimarrebbe comunque al fianco di De Augustinis, continuando a marcare la distanza dalla collega Morelli che ha firmato la sfiducia. Se questo fosse lo scenario i numeri per il ribaltone, che metterebbe in minoranza Fratelli d’Italia, i tre leghisti riconosciuti dal partito e un pezzo di Forza Italia (Morelli), ci sarebbero. Fantapolitica fino a ieri, quando il sindaco ha incontrato il Pd. Da qui al rimpasto di giunta il passo è breve, coi consiglieri eletti che non entrerebbero in giunta, ma indicherebbero assessori loro espressione.

«Condividiamo lotta su ospedale» De Augustinis raggiunto telefonicamente si limita a confermare il confronto coi democratici, battendo il ferro sulle sorti dell’ospedale di Spoleto: «Con il Pd c’è stato un incontro esplorativo da cui è stato confermato un punto essenziale di condivisione rappresentato dalla lotta a difesa del San Matteo degli Infermi, su cui si sta giocando una partita politica, ma c’è anche la consapevolezza dalla complessità della situazione economica prodotta dalla pandemia e dalle sfide che si sono riaperte su infrastrutture e rifiuti, partite su cui conosciamo bene la posizione degli spoletini». Sullo scenario di un patto su alcuni punti programmatici il sindaco nicchia: «Di fronte a una sfiducia ho semplicemente contattato chi quella mozione non l’ha firmata per un confronto su una situazione seria, che riguarda anche un pacchetto di cantieri per la ricostruzione delle scuole già finanziate, l’elettrodotto, la nuova fase del Festival e molto altro». Si aspetta.

 

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