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lunedì 1 marzo - Aggiornato alle 04:22

Sfiducia al sindaco di Spoleto, Pd: «È ora di porre fine alla giunta peggiore della storia»

Non hanno firmato la mozione e di fatto prendono tempo, ma intanto esprimono giudizio durissimo: «Ormai serve voltare pagina»

I consiglieri Trippetti, Erbaioli, Laureti e Renzi

di Chia.Fa.

«È ora di voltare pagina e porre fine alla deleteria azione di una maggioranza e di una giunta che riteniamo il peggio che la nostra città abbia mai avuto nella sua storia». Lo dicono i quattro consiglieri del gruppo Pd di Spoleto a due giorni dalla mozione di sfiducia al sindaco Umberto De Augustinis presentata dal gruppo dei dieci dissidenti, di cui sette di maggioranza, che i dem non hanno firmato, ma che sembrano condividere nel merito. Per far cadere il sindaco, infatti, servono altri tre voti, oltre a quelli di chi ha presentato la mozione, e in questo senso la posizione dei democratici è cruciale per l’esito dell’iniziativa avviata da tre leghisti (Proietti, Fedeli e Loretoni), dai Fratelli d’Italia (Polinori, Santirosi e Di Cintio), da un pezzo di Forza Italia (Morelli) e da tre consiglieri di opposizione (Profili, Frascarelli e Settimi).

LEGHISTI ESPULSI: MASSACRO PER SPOLETO
LA MOZIONE DI SFIDUCIA

Se l’intervento del Pd segni definitivamente la fine amministrativa di De Augustinis, soprattutto nei tempi previsti dal voto sulla mozione di sfiducia, che deve essere portata in aula tra il 25 gennaio e il 15 febbraio, è presto per dirlo. Vero è che le parole dei dem sembrano tutte proiettate in questa direzione, anche se vengono pronunciate «al netto di nuove e importanti situazioni». Il movimento delle truppe di responsabili o costruttori, dunque, non è definitivamente escluso, almeno non prima che lo scenario, che resta comunque altamente improbabile, sia effettivamente verificato. Certo è, intanto, il giudizio durissimo sull’operato del sindaco nella prima metà del mandato che secondo il Pd «si è distinto solo per l’incapacità di dare visione e respiro all’azione amministrativa con l’aggravante di ridurre a zero confronto e partecipazione». I dem la sfiducia a De Augustinis non l’hanno firmata perché a presentarla sono stati «partiti che non stanno dalla nostra stessa parte, ma che anzi quel sindaco lo hanno scelto e fatto eleggere, salvo poi sfiduciarlo anziché appoggiarlo», ma anche per «la necessità di ristabilire con nettezza i confini tra maggioranza e opposizione e rendere chiare le responsabilità della grave crisi economica e sociale in cui versa la città». Inevitabile il messaggio agli spoletini «questo è questo il cambiamento che le destre hanno promesso ai cittadini durante la campagna elettorale e questi sono i risultati della prima esperienza di governo di centrodestra a Spoleto». Ergo: «Pensiamo sia giunto il momento di voltare nettamente pagina».

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