De Augustinis con Tesei, Zaffini e Polidori

di Chiara Fabrizi

Da una parte i leghisti espulsi dal partito che parlano di un gioco politico al «massacro per la città». Dall’altra il silenzio del Partito democratico, che ha in mano i voti decisivi sulla mozione di sfiducia al sindaco Umberto De Augustinis. In mezzo Forza Italia che prova la via della diplomazia per ricucire lo strappo di maggioranza con il filo delle priorità programmatiche.

Tre voti per fare cadere il sindaco Non è Roma, ma anche a Spoleto la crisi politica potrebbe, numeri alla mano, essere risolta con le truppe di responsabili o costruttori, cioè i consiglieri di opposizione, esclusi i tre che hanno firmato la sfiducia. Ma a 24 ore dalla presentazione della mozione nessuno parla e lo scenario al momento appare altamente improbabile. Sicuro è, invece, che ai dieci dissidenti per riuscire nell’intento di mandare a casa il sindaco e magistrato di Cassazione, Umberto De Augustinis, servono altri tre voti, quelli che mancano per raggiungere la maggioranza assoluta richiesta dalla legge per la sfiducia al primo cittadino.

Beffa, Pd decisivo E quattro sono i consiglieri del Pd che siedono all’opposizione dall’estate 2018, quando la coalizione di centrodestra con un sindaco civico gli ha strappato il Comune per ottanta voti. Ma la politica è beffarda e ora sono nelle proprio nelle mani del Pd le sorti dell’amministrazione guidata da De Augustinis. Lui nel 2018, durante la campagna elettorale, era “il sindaco giusto” per il centrodestra che, invece, ora prova a sfiduciarlo in piena pandemia per tentare di rimettere insieme i cocci di quello che considerano, evidentemente, un imperdonabile errore di valutazione politica sulla scelta del candidato.

Forza Italia per ricucire Come si dipanerà la matassa della crisi politica spoletina lo si capirà al massimo nell’arco di un mese, con la mozione di sfiducia che deve essere discussa e votata in aula tra il 25 gennaio e il 15 febbraio, come previsto dalla legge. Intanto il coordinamento regionale di Forza Italia, con il consigliere Filippo Ugolini rimasto al fianco del sindaco e la collega Marina Morelli che ha invece firmato per la sfiducia, si mobilita per ricucire lo strappo di maggioranza attraverso un documento programmatico che possa evitare le elezioni anticipate. Operazione che, forse, andava tentata tre mesi fa, quando Fratelli d’Italia ha lasciato la maggioranza.

Leghisti espulsi:  «Massacro per la città» A restare fedeli al sindaco, invece, sono stati i leghisti espulsi dal partito per aver difeso l’ospedale sostenendo le battaglie di De Augustinis anche al Tar contro l’ordinanza della presidente di Regione, Donatella Tesei, che lo ha riconfigurato in Covid hospital. Loro dicono di «essere rimasti finora in silenzio per senso responsabilità» e di aver «letto con stupore il testo della mozione» per poi chiarire: «In caso di sfiducia al sindaco rischiano di essere ritardati o annullati il Piano regolatore generale e i cantieri di ricostruzione post sisma delle scuole e degli edifici pubblici, ma malgrado la situazione pandemica si è innescato un gioco politico a scapito dell’interesse comune, una battaglia di poltrone che porta la città al massacro».

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