di Dan.Bo.
La Regione Umbria è pronta a impugnare il decreto ministeriale sul dimensionamento scolastico davanti al Tar, se non verranno corretti i criteri che penalizzano il territorio. A spiegarlo giovedì è l’assessore regionale all’Istruzione, Fabio Barcaioli, al termine della riunione a Roma della Conferenza Stato-Regioni dedicata al tema. Il nodo è la riduzione delle autonomie scolastiche prevista per l’anno 2026/2027, che la Regione giudica da tempo inaccettabile e sproporzionata.
Il no della Regione L’Umbria ha dunque espresso parere contrario alla proposta del Ministero dell’Istruzione, prima in sede di X Commissione Istruzione, università e ricerca e poi, giovedì, in Conferenza Stato-Regioni, affiancata da altre sei Regioni. Al centro del confronto, il processo noto come «dimensionamento scolastico», ovvero la riorganizzazione della rete delle scuole pubbliche attraverso accorpamenti o chiusure che le Regioni devono fare ogni anno.
I numeri Il nuovo piano presentato dal Ministero prevede per l’Umbria 130 autonomie scolastiche, con un taglio di quattro unità da attuare entro la fine del 2025. Un taglio che Barcaioli considera ingiusto, soprattutto alla luce del fatto che ad altre Regioni sono state invece assegnate autonomie aggiuntive. Inoltre, la base dati utilizzata per il calcolo – secondo la Regione – sottostima in modo sistematico il numero degli alunni umbri: per l’anno scolastico 2024/2025 le iscrizioni effettive sono 107.683, contro una previsione ministeriale di 105.204. Una differenza di circa 800 studenti ogni anno.
Barcaioli «Dietro il linguaggio dei numeri – spiega Barcaioli – si nasconde una scelta che colpisce la sostanza della scuola pubblica. Qui non parliamo di riorganizzazione ma di un taglio di opportunità educative, di presidi democratici e di futuro, che andrebbe a colpire in particolar modo le aree interne e montane». Anche l’aggiornamento dei dati demografici effettuato dal Ministero, che avrebbe potuto riequilibrare la situazione, non ha modificato l’impatto del provvedimento: l’Umbria resta l’unica Regione a non vedere aumentato il numero delle autonomie rispetto alla versione precedente del piano.
Difesa della scuola Palazzo Donini rivendica quindi la propria autonomia nel garantire l’accesso all’istruzione anche nei contesti più fragili. «La difesa della scuola – continua Barcaioli – non può essere subordinata a logiche centralistiche. Non arretreremo di un passo, la dignità dei territori, il valore delle relazioni educative e il diritto allo studio non si comprimono per decreto». «La nostra sarà una battaglia – conclude – perché ogni scuola che chiude è un pezzo di società che si indebolisce».
