di Dan.Bo.

Per il sistema sanitario nazionale potrebbero essere in vista altri tagli e i presidenti delle Regioni insorgono. Secondo quanto riportato domenica da Repubblica infatti, dal ministero della Sanità filtra l’ipotesi che il governo potrebbe operare un taglio complessivo da 3,5 miliardi di euro così strutturato: il prossimo anno, grazie alla Legge di stabilità che il governo varerà a breve, potrebbe ‘sparire’ un miliardo e mezzo di euro dal Fondo nazionale che viene poi ripartito tra le Regioni. Soldi che dovrebbero essere recuperati sforbiciando sulla farmaceutica e sull’acquisto di beni e servizi. Insomma, una nuova fase di spending review. Sempre secondo il quotidiano, nel 2014 verrebbero sottratti al Fondo due miliardi, quelli in ipotesi destinato alla copertura dei ticket che le Regioni avrebbero dovuto imporre. Le amministrazioni locali avevano gioito nelle settimane scorse per la promessa del governo di coprire quella cifra, e invece pare che il quadro sia cambiato.

Insensati Tagli che il ministro Beatrice Lorenzin definisce «insensati» e oggi all’attacco, benché ancora non vi sia nulla di deciso, passano le Regioni. In una nota la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini parla di «tagli intollerabili: starò dalla parte dei cittadini e degli operatori». «Siamo davvero stanchi – dice Marini – di decisioni assunte da burocrati e consulenti dell’amministrazione dello Stato, pagati anche sei volte più di un giovane medico che presta la sua opera nelle corsie degli ospedali! Sia chiaro il Governo attivi immediatamente un confronto politico con le Regioni, perché su un tema così importante come quello della sanità non siamo disponibili ad un altro tipo di interlocuzione che non sia quella con l’esecutivo nazionale». Anche per una Regione con i conti a posto come l’Umbria ulteriori risorse in meno farebbero vacillare il sistema: «I tagli ipotizzati – aggiunge – metterebbero a rischio anche la stessa tenuta sociale, perché costringerebbero ad un appesantimento della tassazione nazionale e locale, facendo venir meno definitivamente il carattere pubblico ed universalistico del nostro sistema sanitario».

Insostenibili «La situazione del Fondo sanitario nazionale – prosegue -, come sanno benissimo tutti a partire dallo stesso ministro per la Salute, è ormai al limite della sostenibilità, con operatori, personale sanitario e medici sottoposti da tempo al blocco del ‘turnover’, con il conseguente impoverimento che si sta producendo alla quantità e qualità dell’offerta sanitaria, e con un danno enorme per molte fasce sociali, in particolare per gli anziani, maggiormente bisognosi di cure e assistenza sanitaria». Il ‘collega’ Nicola Zingaretti, presidente del Lazio, oltre al governo mette nel mirino il Pd, il suo partito: «Se esiste ancora – scrive in una nota – impedisca questo scempio. Non si può togliere l’Imu a chi ha una casa di lusso a Piazza di Spagna e poi recuperare quei soldi con i tagli alla sanità, eliminando posti letto negli ospedali. Le Regioni faranno sicuramente la loro parte chiamando l’Italia a mobilitarsi per evitare questa vergognosa ingiustizia».

Vendola: giocano col fuoco Molto duro anche il presidente della Puglia Nichi Vendola. Il leader di Sinistra e libertà sostiene che l’esecutivo stia «giocando con il fuoco». «Cresce la povertà – dice -, milioni di pensionati esercitano con sempre più difficoltà il diritto alla salute e il governo in carica immagina di reperire le risorse per la manovra finanziaria tagliando ulteriormente i finanziamenti al sistema sanitario nazionale?». «Qualcuno – conclude – sta giocando con il fuoco. È irresponsabile anche la sola evocazione di ulteriori tagli. E dimostra quanto sia grave la deriva del governo Letta-Alfano. Penso che non si possa più colpire il welfare, la protezione sociale, i diritti dei cittadini».

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